Korzo - Advancing In Circles

KORZO – Advancing In Circles

Gruppo:Korzo
Titolo:Advancing In Circles
Anno:2019
Provenienza:Spagna
Etichetta:Talheim Records
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TRACKLIST

  1. The Last Breath Of Your Sun
  2. The Man Without A Name
  3. The Room Of Disillusion
  4. Wormhole
  5. Under A Million Of Dead Stars
  6. 1977
  7. Horizonte De Sucesos
  8. -247°
  9. Aokigahara (Through The Sea Of Trees)
DURATA:36:33

La storia dei cantabrici Korzo è breve e piuttosto lineare. Il progetto, a me precedentemente sconosciuto, nasce nel 2016 per volontà di quattro musicisti piuttosto attivi nel contesto musicale spagnolo: alla voce e alle chitarre troviamo José Lavín “Uruksoth” Cabello (In Luna, Misere Nobis) e Fernando Navarro (Noesis), entrambi membri dei Crystalmoors, al basso Alfonso Barbolla e alla batteria Sergio San Miguel (gli altri due terzi dei Noesis). Il tempo tecnico di organizzarsi a livello concettuale e arriva il debutto grazie a Talheim Records.

Come testimonia Advancing In Circles, l’impeto post-black di cui si fa portavoce il primo album del quartetto di Santander non trova riscontro nelle altre esperienze dei musicisti, eppure allo stesso tempo ne è direttamente influenzato. Perché, diciamoci la verità, trovarsi in una band simile quando nel tempo libero si fa anche gothic rock (mi riferisco ai Noesis, che mi sembrano molto vicini ai Charon sotto diversi punti di vista) rende impossibile non farsi influenzare dal proprio background. Così come in una certa misura pesa anche l’attività prog-folk-death dei Crystalmoors sul debutto dei Korzo, assieme a quella misera e lunare del solo Uruksoth.

A onor del vero, va detto che non si tratta per nulla di un patchwork confuso di influenze, anzi; a dispetto del suo stesso titolo, Advancing In Circles è un album chiaro e deciso, che sa benissimo dove andare e non si perde in sterili circoli viziosi. Il vocione di Uruksoth dà enorme spessore al riffing di Navarro, sempre melodico e mai stucchevole, e si adagia (per non dire arena, vista la sua grossezza) su un comparto ritmico che sa fare il suo dovere, tanto nei momenti di maggior quiete quanto in quelli più spinti e decisi. Sul piano prettamente lirico, invece, i testi dei Korzo inizialmente — ammetto senza troppi problemi — stavano per risultarmi leggermente scontati, come se fosse mancato quel qualcosa in più; poi mi sono trovato davanti “1977” e, dopo qualche tentativo, ne ho trovato la giusta chiave di lettura. Se quest’ultima può essere vista come una sorta di testamento del cantante, nato proprio in quell’anno, allora “Under A Million Of Dead Stars” rappresenta il manifesto dei Korzo, da una prospettiva spaventosamente simile a quella che adottano i Gaerea nell’esposizione della loro visione del mondo.

«Under millions of dead stars
Raining a painfull burst
Over a land without hope,
Advancing in circles!!!
»
[da “Under A Million Of Dead Stars”]

È con una passeggiatina nella foresta di Aokigahara che si conclude il primo parto dei cantabrici, un debutto a conti fatti positivo. Spiccare per creatività nel sottobosco black è già di per sé molto difficile oggigiorno, e farlo nell’ormai stra-abusata nicchia del post- lo è anche di più, se possibile. I Korzo riescono a non tediare con Advancing In Circles, un primo passo di cui essere soddisfatti. Ora non resta che superare la più dura delle prove: continuare a vivere e migliorarsi senza finire nella spirale del vuoto.

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