KRABATHOR – Lies

KRABATHOR – Lies

 
Gruppo: Krabathor
Titolo: Lies
Anno: 1995
Provenienza: Repubblica Ceca
Etichetta: Morbid Records
Contatti:

Facebook

 
TRACKLIST

  1. The Truth About Lies
  2. Unnecessarity
  3. Short Report On The Ritual Carnage
  4. Tears, Hope And Hate
  5. Pain Of Bleeding Hearts
  6. Rebirth Of Blasphemy
  7. Imperator (Strikes Again)
  8. Stonedream
  9. Believe…
DURATA: 35:06
 

I Krabathor sono un pezzo di storia del death metal est-europeo, tuttora attivi nonostante non pubblichino materiale inedito da tempo. La formazione in cui militano i veterani Bronislav Bruno Kovařík (Hypnos) e Pegas (Hypnos ed ex Dehydrated) è in giro sin dalla fine degli anni '80, con una lunga serie di demo che si trascinò fino al 1991. Ne rilasciarono ben cinque, prima di debuttare con un album discreto ma tutt'altro che fondamentale come "Only Our Death Is Welcome…" nel 1992. Il botto vero e proprio non si fece comunque attendere: prima venne dato alle stampe il secondo disco "Cool Mortification" nel 1993, poi due anni dopo la vera e propria bomba intitolata "Lies".

Trentacinque minuti di death metal blasfemo e anticristiano ideale per un massacro compiuto in maniera controllata e lucida. I pezzi sono favolose manate in pieno volto e racchiudono una enorme dose di brutalità, con melodie malsane legate specialmente alle aperture solistiche. La prestazione strumentale è pressoché perfetta per sorreggere la ferocia dilagante, merito anche della pazzesca violenza e della spietatezza di Pegas nel percuotere le pelli.

Il dolcissimo «Fuck the Christ» iniziale di "The Truth About Lies" è una dichiarazione di intento piacevolissima, mentre "Short Report On The Ritual Carnage" ha un ritornello che lascia il segno:

«You go your bloody way, satisfied anyway
You love this special game
When you hold a shiny knife
Naturally long enough, there's time to open
Ritual carnage
, ritual carnage
Ritual carnage, ritual carnage
Ritual carnage, ritual carnage
».

"Rebirth Of Blasphemy" è una benedizione perfetta: «bless the cross / bless the pope / bless your tricks / bless my dick!». La hit, nonché probabilmente il pezzo più noto del gruppo, è certamente "Imperator (Strikes Again)", capace di far intonare a squarciagola più volte «imperator!» dal vivo. Lo splendido strumentale "Believe…", dove è possibile apprezzare il lato più squisitamente tecnico e melodico dei Krabathor, chiude infine un album immancabile, "Tears, Hope And Hate" compresa.

"Lies" è uno di quei dischi che andrebbero inseriti nello stereo e ascoltati a manetta per chissà quante volte. Un disco da ripassare per chiunque lo conosca, ma non lo tira giù dallo scaffale da tempo; e sicuramente da consigliare a chi ama il death metal e potrebbe avvicinarsi a una formazione dalla carriera costellata di alti e bassi ma che ci ha regalato un'opera che non deve passare inosservata. Micidiale!

 

Facebook Comments