KRANTHOR – Abandoned By The Gods

KRANTHOR – Abandoned By The Gods

Informazioni
Gruppo: Kranthor
Titolo: Abandoned By The Gods
Anno: 2011
Provenienza: Turchia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: myspace.com/kranthor
Autore: Mourning

Tracklist
1. Intro
2. Treason
3. When The Forsaken Spirits Is Awake
4. Heathen
5. The Longest Night Of The King
6. Farewell

DURATA: 25:55

KRANTHOR - Abandoned By The Gods I Kranthor sono una giovane realtà death metal proveniente dalla Turchia e “Abandoned By The Gods” è il primo lavoro da loro realizzato.
Un ep di sei tracce con “Intro” e outro, “Farewell”, strumentali a supporto di quattro tracce che seguono lo stile più epico/melodico del genere, non attendetevi quindi brutalità storica alla Nile e progressivismi elettronici alla The Monolith Deathcult, il nome di riferimento più ovvio pare essere quello degli svedesi Amon Amarth.
La proposta è un death/thrash dalle sonorità squillanti, assoli pulitissimi che si stagliano e adornano i brani, sonorità melancoliche che tendono a evocare ricordi ancestrali, alle volte si ha quasi la sensazione di ascoltare i Metallica (sarà perché la band è defunta da oltre vent’anni?) nei pezzi strumentali degli anni Ottanta, prendete a esempio l’incipit di chitarra solista che precede l’assalto di “The Longest Night Of The King” e la fase finale di mezzo del solo incastonato in “Heathen”.
In “Treason” quanto in “Heathen” l’influenza dei vichinghi è a dir poco palese così come quella della scuola swedish death melodica anni Novanta, le musiche possiedono un discreto piglio, la solistica nella prima delle due risulta essere corposa e prestante mentre la seconda invece vede al suo interno una fase “armonica” che anticipa il ritornello davvero poco convincente, da rivedere.
È una buona dose di groove a tenere a galla “The Longest Night Of The King” spezzata da una breve incursione in recitato nella quale il basso si ritaglia un “posto al sole”, la canzone è però monotona e quando ci si aspetta un’esplosione improvvisa chiamata a gran voce dal riffato che arpeggia velocizzato ecco invece che si spegne.
Con “When The Forsaken Spirits Is Awake” che preme sull’acceleratore e dotata di variazioni sul riffing meno ricollegabili al sound scandinavo di Hegg e soci provano a estremizzare seppur solo in parte la proposta, il tentativo è però sterile, limitato dalla batteria dinamicamente poco interessante.
I difetti più grandi di questo “Abandoned By The Gods” sono riconducibili soprattutto al drumming, il suono è quasi fastidioso e i pattern in più occasioni non riescono a offrire quei cambi di passo che farebbero un gran bene ai brani, altro appunto lo si potrebbe fare sulla mancanza di personalità, la derivazione da altri act è costante e riconoscibile ma dato che si tratta solo della prima uscita la si può ancora perdonare.
Augurando ai Kranthor di trovare una propria dimensione e di migliorare la resa dei pezzi attraverso un lavoro in studio più accurato, consiglio agli amanti del versante melodico di fare una capatina sul Myspace dei ragazzi e dare un’ascoltata alle canzoni in attesa di “buone nuove” dal gruppo.

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