KREYSKULL – The Bird Of Bad Weather

 
Gruppo: Kreyskull
Titolo: The Bird Of Bad Weather
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: Sliptrick Records
Contatti:

Facebook  Soundcloud

 
TRACKLIST

  1. Cosmic Scavenger
  2. Lord Of The Zorg
  3. Flying God Machine
  4. Return Of The Witch
  5. The All-Seeing Watchers
  6. Chemical Wizard
  7. 7th Chamber
  8. Spirit Train
  9. Planet Zorg
DURATA: 53:42
 

Il terzo album viene di frequente indicato come un importante crocevia, preposto a indicare se una band sia in grado o meno di raggiungere la maturità artistica, trovare una dimensione personale e crearsi una propria area di ascolto. Ho recensito parecchi terzi album per Aristocrazia, ma questo dei Kreyskull, "The Bird Of Bad Weather", rientra assolutamente fra i migliori, stupendomi per l'ennesima volta.

La formazione finlandese guidata dal carismatico e folle cantante Kari A. Kilgast aveva lasciato segnali positivi sia in occasione del debutto "Year Of The Octopus" (2012) che del successivo "Tower Witch" (2014), entrambi pubblicati dalla connazionale Inverse Records. Ora si ripresenta a distanza di tre anni, con una nuova etichetta a supportarne la causa, la statunitense Sliptrick Records, ma con la stessa grinta e voglia di sperimentare che l'hanno resa uno fra i miei ascolti recenti più graditi.

Con "The Bird Of Bad Weather" abbiamo l'opportunità di apprezzare il consolidamento delle qualità che alimentano sin dalla fondazione la musica de gruppo, di base doom metal, hard rock e heavy metal, nonché la notevole abilità con la quale vengono continuamente impastate influenze provenienti da altri generi, come il blues, il jazz e il prog, coniugando inoltre esplorazioni di strumentazione e atmosfere extra-metal. Ne sono un esempio il sassofono di "Cosmic Scavenger", le nacchere di "Lord Of The Zorg", i violini nella conclusione di "Planet Zorg" o i flussi di sonorità latine e orientali percettibili in "The All-Seing Watchers" e "Spirit Train".

La scaletta è eterogenea e funziona, saltando solo apparentemente di palo in frasca, affidandosi così a momenti propriamente cari al mondo doom, dando poi vita a scenari hard rock ed heavy figli degli anni Settanta e Ottanta. L'opera vaga con stravagante lucidità all'interno di una selva di suoni e scelte stilistiche che cresce rigogliosa, ma non per questo ne complica l'ascolto, trovando il modo di risultare, in più occasioni, particolarmente appetibile e orecchiabile.

Non ho nessun problema ad asserire che i Kreyskull siano un gruppone: lo dimostrano la prestazione strumentale spettacolare e le performance del chitarrista Saku Hakuli (ottimo anche in chiave solistica) e di Kari dietro al microfono.

Possiamo aggiungere a tutto ciò la produzione di Juuso Elminen, praticamente perfetta: ogni strumento riceve un trattamento adeguato e la prova del nove è sempre il basso. Anche l'attenzione ai particolari è degna di nota, con una sezione grafica (copertina e interno del libretto) che si sposa idealmente con la visione musicale dei Finnici, per scelte cromatiche, immagini e frasi.

Non c'è dubbio che i Kreyskull di "The Bird Of Bad Weather" rientrino di diritto nella categoria di artisti che andrebbero prescritti per qualsiasi evenienza: fanno proprio bene, ma tanto bene, alla salute.

Facebook Comments