KRIVER – Foresight

KRIVER – Foresight

 
Gruppo: Kriver
Titolo: Foresight
Anno: 2014
Provenienza: Brasile
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Scion's Resolve (Retribution)
  2. Throes Of The Wonder
  3. Our Silent Borders
  4. Ghosts Should Not Care
DURATA: 22:39
 

Terzo ep consecutivo per la formazione brasiliana dei Kriver, quintetto che ha fatto uscire il nuovo "Foresight", contenente quattro pezzi di metal progressivo, sinfonico ed estremo, dopo aver dato alle stampe "Toxic Blood" (2010) e "Torrential" (2013).

L'atmosfera che pervade il mini-lavoro è alquanto epica e ancestrale. Non potremmo chiedere di meglio a testi che recitano così:

Our towers shone
From dusk till dawn
Proud banners high
Aigils of earth and endless Sky
All ye who fight with me
Shall inherit glory as far as eyes can see.

A esclusione delle sezioni più estreme in cui il cantante Rafael Gorga utilizza il growl e vi è la presenza di sessioni ritmiche thrash o tendenti all'impostazione death, la musica si potrebbe tranquillamente adattare al ruolo di colonna sonora nelle sessioni di gioco GDR o MMORPG. Al contrario di molte band, i musicisti di Recife preferiscono un approccio generalmente più morbido, nel quale sono le melodie e l'accompagnamento sinfonico a ritagliarsi uno spazio dominante proteso a espanderne il suono: chiaro esempio di ciò è l'andamento delicato, raffinato e al limite col fiabesco di "Ghost Should Not Care". Ciò non toglie però spazio all'operato svolto dalle due chitarre, capaci di offrire una prova apprezzabile e varia in fase ritmica, soprattutto in "Scion's Resolve (Retribution)" e in "Our Silent Borders", ma anche energica quando serve, mantenendo sempre viva la sensazione di "magico" e fuori dal tempo dei brani. Inoltre esse è ben rifinita e abile nel puntellarsi con gusto grazie all'inserimento di quell'orpello che non guasta, come l'armonioso assolo che si fa strada nel cuore della prima traccia.

"Foresight" è alquanto piacevole, pur se probabilmente le forzature per rendere il comparto vocale più duro e cattivo avrebbero potuto anche essere evitate. Per quanto non del tutto sgradevoli, gli ingressi in scena del growl non sembrano infatti collimare più di tanto con l'ambientazione sulla quale il lavoro è imperniato. Non che ciò crei chissà quali danni, ma ne avrei anche fatto a meno.

In conclusione, i Kriver pare abbiano trovato la propria via da percorrere. Al momento non resta quindi che far loro un grosso "in bocca al lupo" e aspettare l'uscita di un lavoro dalla durata più estesa, che spero qualitativamente in grado di mantenersi sui discreti livelli sinora esposti, poiché sarebbe utile per capire quali siano le reali ambizioni coltivate dalla band.

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