KVALVAAG – Seid

 

Gruppo:Kvalvaag
Titolo:Seid
Anno:2018
Provenienza:Norvegia
Etichetta:Dusktone
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TRACKLIST

  1. Mare
  2. Nattegrøde
  3. Volvesang Om Undergang
  4. Bergtatt
  5. Vinterriket [cover Gehenna]
  6. Seid
  7. I Dyrets Tegn
DURATA:39:30

Tornano i Kvalvaag, torna la nostalgia degli anni ‘90, torna il black metal fatto bene, quello melodico e dalle tinte epiche. Dopo l’ottimo exploit di due anni fa, Malum, il polistrumentista Kvalvaag e il fido compagno d’armi dietro le pelli Telal si ripetono e migliorano tutto quanto fatto in precedenza. Nonostante il grande numero di progetti in cui i due sono coinvolti, dai Dødsfall e i Troll per Telal ai Valgaldr e una serie di altri nomi di ultranicchia per Kvalvaag (che ha nel frattempo abbandonato gli Arvas), il duo ha trovato il tempo di dedicarsi a Seid con grande passione e, in appena due anni, è riuscito a tirare fuori dal cilindro un altro ottimo esempio di come si scrive un disco di genere.

La mitologia Scandinava la fa da padrona fin dal titolo: Seid è la magia sciamanica che permette di entrare in contatto con gli spiriti, e proprio questi trovano subito spazio con “Mare”, che apre le danze e coinvolge in partenza le entità maligne di cui il Pantheon nordico abbondava. Ma Seid, esattamente come il suo predecessore, sembra anche un grande omaggio al passato, perché difficilmente è un caso che un brano si chiami come uno dei migliori album dei Kampfar e un altro come il debutto degli Ulver (e, volendo, pure Seid è un titolo già usato dai defunti Perished). Ancora, essendo la title track soltanto un interludio strumentale, “Vinterriket” prosegue la tradizione dei Kvalvaag di inserire come penultimo brano una cover di un gruppo norvegese di metà anni ‘90: dopo Mysticum e Troll, questa volta tocca ai Gehenna di Seen Through The Veils Of Darkness. Casomai non fosse sufficientemente chiaro visti tutti i riferimenti incrociati, i Kvalvaag suonano black melodico con tutti i crismi, mescolano con ottimo gusto cori, tastiere, blast beat e scream, e sono un bagno di nostalgia per tutti coloro che preferiscono gli anni ‘90 ai ‘10, i suoni asciutti alle super-produzioni, For All Tid a Eonian.

Vale la pena sottolineare ancora due particolarità sul nuovo disco dei norvegesi: la prima è che Seid è dedicato a Jon Henning, compagno di Kvalvaag nei Wendigo, uno dei tanti progetti collaterali del dotato musicista, venuto a mancare nel 2016 ad appena trentun anni; la seconda, invece, è che l’album è stato registrato con fondi pubblici messi a disposizione dei musicisti dal Fond For Utøvende Kunstnere, che si occupa di fornire un contributo economico a «progetti cui partecipano artisti professionisti, e a registrazioni fatte in Norvegia». Non per farne un discorso politico, ma il giorno che da queste parti si vedranno iniziative e organizzazioni simili sarà il giorno che entrerò in Chiesa.

 

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