KYROS – Vox Humana

 
Gruppo: Kyros
Titolo: Vox Humana
Anno: 2016
Provenienza: Regno Unito
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST "THE CREATION"

  1. Vox Humana
  2. Technology Killed The Kids II
  3. Cloudburst
  4. Persistence Of Vision
  5. The Lamb, The Badger & The Bee
  6. New Paradigm
DURATA: 35:42
 
TRACKLIST "THE HUMAN VOICE"

  1. Mind Electric
  2. Speak To Me
  3. Persistence Of Perfection
  4. Monster
  5. Hounds
  6. The Darkness Grove
  7. Boiling Point
  8. Ego
  9. Dilate
DURATA: 45:40
 

Un enorme peso grava su tutti quei gruppi inglesi che decidono di dedicarsi al progressive: anni e anni di storia che dagli anni '70 si sono alternati, portando avanti una tradizione ormai storica nei nomi di Camel, Marillion, Yes, fino ai più recenti Porcupine Tree di Steve Wilson. Una corrente che i Kyros hanno deciso di intraprendere con il loro primo album "Vox Humana", rispettando appieno gli stilemi classici. A dirla tutta, il gruppo ci aveva già provato sotto il nome di Synaesthesia, pubblicando un primo album e un ep dal quale poi hanno ripreso e migliorato il proprio stile.

In effetti "Vox Humana" sembra molto un disco della maturità: diviso in due diversi cd, questo concept album affronta metaforicamente i temi dell'essere umano, o almeno così mi è sembrato di capire vista l'impossibilità di leggere i testi del libretto striminzito senza perdere troppe diottrie. I ragazzi britannici, però, non centrano l'obiettivo più importante, quello della novità:: se il primo disco, intitolato "The Creation", effettivamente propone un ottimo stereotipo di rock progressivo melodico, ricercato e con una perfetta unione tra tutti i partecipanti, il secondo "The Human Voice" calca più la mano, andando a disturbare sonorità molto più dreamtheateriane, senza però riuscire a risultare incisivo alla stessa maniera. L'album intero risulta così spaccato a metà, sia su un mero livello compositivo, dove "Cloudburst" (singolo estratto da questo nuovo disco) fa un po' da esempio perfetto di ciò che attende l'ascoltatore, sia su un piano più concettuale di genere ("The Lamb, The Badger & The Bee" ricorda tantissimo gli Spock's Beard in quando a linee melodiche).

Come dicevo, se tuttavia il tocco più commerciale è rappresentato con abile arte, quello più ricercato finisce per perdersi in se stesso, con strutture ripetitive e una prova piatta ("Monster"), dove la complessità sembra quasi essere più un modo per allungare un brodo inutilmente esteso (si veda il caso della lunga suite iniziale composta dai primi quattro brani uniti tra di loro). Ancor peggio i pezzi più cupi, come "Hounds" e "Boiling Point", che passano senza lasciare assolutamente niente, vista la loro non struttura e i continui momenti martellanti senza alcun fine. Gli unici due veri sprazzi di lucidità sono rappresentati da "Persistence Of Perfection" (che riprende in chiave armonica il brano con il titolo simile del primo cd) ed "Ego", in cui il tributo al gruppo di LaBrie e Petrucci è celebrato da subito con un riff preso a piene mani da "Beyond This Life", per poi dare prova di interessanti assoli (gli unici realmente validi della seconda parte dell'album).

In definitiva, il gruppo dimostra comunque di saperci fare, con un'ottima performance tecnica globale che speriamo, in futuro, sappia regalare momenti più peculiari e unici, invece di sonorità e soluzioni musicali già sentite in abbondanza dalla neo scuola americana. Purtroppo sono molti i gruppi progressive con la voglia di strafare e i Kyros ci sono cascati: tra gli ottanta minuti proposti, probabilmente sessanta sarebbero stati più che sufficienti a offrire un disco prog compatto e deciso. Per gli amanti di Neal Morse più che per chi cerca sonorità dure e chitarre distorte.

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