KYUSS – Welcome To Sky Valley

 
Gruppo: Kyuss
Titolo: Welcome To Sky Valley
Anno: 1994
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Elektra Records
Contatti:

non disponibili

 
TRACKLIST

  1. Gardenia
  2. Asteroid
  3. Supa Scoopa And Mighty Scoop
  4. 100 Degrees
  5. Space Cadet
  6. Demon Cleaner
  7. Odyssey
  8. Conan Troutman
  9. N.O.
  10. Whitewater
DURATA: 51:34
 

La recensione che state per leggere riguarda il terzo album che ha consacrato definitivamente come miglior band stoner dei ragazzi che, a detta di tutti, sono stati i pionieri del suddetto genere: i Kyuss. Come se "Wretch" e "Blues For The Red Sun" non fossero già bastati negli anni Novanta a creare il mito al quale oggi dobbiamo gran parte delle realtà ispirate a loro e alla band nate dalle loro ceneri.

Il suono caldo, graffiante e californiano di "Gardenia" stacca subito le nostre menti dal gelido ambiente nel quale ci troviamo, la cupa melodia strisciante da visione psichedelica ricorda solo una cosa: la dipendenza. Drug, sun and sex-addict. Come hanno vibrato i Kyuss nella loro opera storica conosciuta come "Welcome To Sky Valley" (in realtà è un disco eponimo) lo sanno tutti gli appassionati della scena messa in palco per la prima volta dai Black Sabbath.

Ad alta velocità, nel loro album più atmosferico, "Asteroid" si abbatte su ogni nostro riposo, fa tremare la terra prima della collisione con i nostri corpi, insonni in una pozza di sudore senza lenzuola e cuscino, una canzone desertica, che rovente accende le nostre anime. Tutto questo avviene memorabilmente passando dalla sistematica e piacevole "Supa Scoopa And Mighty Scoop" per arrivare alla temperatura di "100 Degrees", giocando velocemente sugli effetti che una chitarra, un basso e una batteria possono offrire con una semplice ma maturata conoscenza stoner-grunge.

A cosa servono le parole se non a spiegare titoli come "Space Cadet", dove assistiamo al nulla che solo un astronauta può osservare; dai burroni della terra («cliffs of the world») e coperti di luce («covered in rays») aspettiamo il vuoto; i ragazzi di Palm Desert hanno ragione dicendo che tutti i dettagli di questa situazione sono fatti per far respirare le nostre menti. Sotto con acidi, scottature e spossatezza, in una traccia che rappresenta la fermata di un lungo tragitto sull'asfalto dove bere la vita di un'estate è l'unica chance che disseta. Per ripartire poi con la storica e bassa "Demon Cleaner", dove Garcia sfoggia un'eccellente ma particolare voce, calma e dolce, presentando un'ombra leggera che va e viene; la canzone conclude spogliandosi dei vestiti di lino che indossava, mostrando a nudo il proprio corpo. Ipnotica e rilassante, in una parola: bellissima.

"Odyssey" riprende l'immagine di "Space Cadet" con montagne e aggiungendo mare, in un volo energico e veloce sopra le nuvole, esplodendo i razzi ai nostri piedi e liberandoci in aria. Non ci poteva essere un epilogo migliore per "Kyuss": "Whitewater". "Acquabianca" fresca sui nostri volti, una brillante composizione che anche il più severo dei recensori è costretto a definire stupenda.

Benvenuti nella Sky Valley e buona permanenza per tutto il tempo in cui avrete bisogno di un posto dove stare al caldo ma anche al sicuro. Dove poter ammirare le stelle e dove cuocersi al sole di un'America giovane e vasta.

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