L’ALBA CHE MAI VERRÀ – Eterno È Il Nostro Viaggio Perchè Eterna È La Nostra Colpa

 
Gruppo: L'Alba Che Mai Verrà
Titolo:  Eterno È Il Nostro Viaggio Perchè Eterna È La Nostra Colpa
Anno: 2011
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Myspace
 
TRACKLIST

  1. Sole Di Tortura
  2. Aspettando Il Tuo Suicidio
  3. La Chiave Ed Il Buio (Eternità)
DURATA: 22:11
 

L'Alba Che Mai Verrà è un progetto nato come one-man band in quel di Roma, che ha pubblicato il primo demo autoprodotto dal titolo "Eterno È Il Nostro Viaggio Perchè Eterna È La Nostra Colpa". Il percorso musicale intrapreso potrebbe essere descritto come un incrocio tra Black Metal e Grindcore, influenzato sicuramente da gente come Anaal Nathrakh e Fukpig.

Il disco è un autoprodotto e le conseguenze del caso sono ovvie: la qualità della registrazione è davvero da grotta e in alcuni punti rende difficile la comprensione di ciò che viene proposto. Le idee di fondo tuttavia sono piuttosto nitide. Sono, per esempio, molto buoni i cambi in corsa offerti dal riffing crudo e aggressivo di "Sole Di Tortura" e "La Chiave Ed Il Buio (Eternità)", così come decisamente ben inseriti i pattern di batteria, battenti e abbastanza vari, in linea sicuramente con l'andamento della parte chitarristica. Ho apprezzato in maniera particolare "Aspettando Il Tuo Suicidio" in cui piccoli movimenti entropici interni alla struttura del pezzo rendono il lavoro molto interessante e, forse, il migliore del lotto.

La prestazione a livello vocale è tutt'altro che canonica, grazie all'alternanza tra uno scream straziato e alcune parti pulite, sicuramente uno dei maggiori richiami ai già citati Anaal Nathrakh, anche se si infiltrano derive che mi hanno fatto pensare molto spesso a uno stile orientato alla parte più violenta del Crust Punk.

Come già detto però, la produzione grava parecchio sull'economia del lavoro in generale: i volumi della batteria sono infatti sproporzionati rispetto alla voce. Purtroppo questo tende ad affossare un po' la prestazione vocale e a renderla difficilmente comprensibile, il che è un peccato dal momento che anche i testi sono molto interessanti e meriterebbero di essere uditi più chiaramente. Intendiamoci: non sono di certo io a criticare o non apprezzare le produzioni casalinghe (i miei stessi progetti personali sono orientati verso quella direzione), ma credo che comunque, in questo caso, un pochino di pulizia in più aiuterebbe a rendere più "nitido" il tutto e a chiarificare maggiormente gli intenti dei musicisti.

Tirando le somme posso dire comunque che la giustà quantità di insania c'è, le idee non mancano e sembrano anche ben sviluppate. Non ci resta quindi che attendere ulteriori sviluppi futuri per poter giudicare ancor più positivamente questa proposta!

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