LA JANARA – Tenebra

Gruppo:La Janara
Titolo:Tenebra
Anno:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:Black Widow Records
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TRACKLIST

  1. Malevento
  2. Mater Tenebrarum
  3. Violante Aveva Un Osso Di Capra
  4. Tenebra
  5. Mephis
  6. Cera
  7. Il Canto Dei Morti
  8. Volano I Corvi…
  9. Or Poserai Per Sempre
  10. Ver Sacrum
DURATA:46:51

Poco più di un anno fa, il sottoscritto si era già abbondantemente profuso nel tessere le lodi dell’eponimo disco di debutto dei La Janara: l’album in questione si è rivelato oltretutto estremamente longevo, spingendomi ad ascolti frequenti tanto da farmelo considerare tuttora come una delle opere più interessanti del 2017. Ora, pur in ritardo di qualche mese sull’uscita, sono dunque particolarmente felice di poter parlare del successore Tenebra. Il quartetto campano, dopo aver assoldato Il Mercenario dietro le pelli per la defezione de L’Alchimista e ancora una volta sotto l’egida della leggendaria Black Widow Records, ha dato alle stampe un disco che, pur presentando delle notevoli differenze, può ambire alla stessa calorosa accoglienza ricevuta dal predecessore.

Parliamo ancora di un impianto sonoro che pesca a piene mani da uno stile tipicamente nostrano, il quale unisce doom, rock, heavy metal e sfumature dark: pezzi come “Mater Tenebrarum”, “Mephis”, “Malevento” e “Ver Sacrum” risultano particolarmente emblematici in tal senso. Un’impostazione musicale arrembante e graffiante, entro cui vengono coniugate efficacemente potenza, splendide melodie, suggestioni popolari, influenze settantiane e una tangibile aura oscura, gravida di inquietudine e rabbia. È inoltre evidente quanto il gruppo sia maturato, sebbene sia riconoscibile lo stampo al cui interno fu forgiato a suo tempo La Janara: in particolare, La Janara (al secolo Raffaella Cangero) dietro al microfono esibisce un’evidente crescita tecnica che porta la cantante a sperimentare con la propria voce, ottenendo risultati di grande qualità.

Tenebra risulta inoltre piacevolmente vario: dal doom-rock energico e pesante di pezzi come “Il Canto Dei Morti”, “Tenebra” e “Or Poserai Per Sempre” al folk acustico di ballate come “Violante Aveva Un Osso Di Capra” e “Volano I Corvi…”, passando per il toccante spessore emotivo di “Cera”, questo album mette in mostra un’indubbia ispirazione, oltre che un’ottima capacità compositiva. Il gruppo ha dunque imbastito un’opera oscura e avvolgente, la quale è in grado di partorire atmosfere fumose e arcane colorate da dense sfumature grigie, celebrando i grandi nomi nostrani, ma dimostrandosi al contempo estremamente efficace nel miscelare l’estremo con un’attitudine potremmo dire quasi rurale. Questo connubio viene inoltre evidenziato da un apparato lirico senz’altro molto interessante, dotato di un buon mordente e con picchi evocativi particolarmente notevoli come le già citate “Cera”, “Il Canto Dei Morti” e “Or Poserai Per Sempre”; quest’ultima contiene, peraltro, una libera interpretazione della poesia A Se Stesso di Giacomo Leopardi, oltre che la partecipazione di Giulian degli Scuorn.

Pur risultando meno diretto (e forse anche meno immediato) di La Janara, che faceva della sua semplicità e delle sue asperità dei punti di forza, Tenebra mette in luce ancora una volta le ottime doti in possesso dei Nostri. Infatti, un approccio forse meno istintivo e una produzione leggermente più pulita, unitamente a una maggiore muscolatura e alla presenza di qualche orpello strumentale in più, rendono questo disco diverso, più maturo e stilisticamente più articolato. In ogni caso, esattamente come l’esordio, Tenebra è il ritratto di una band capace di musicare con maestria un flusso creativo di grande qualità; un gruppo che può già senza dubbio essere annoverato tra gli astri nascenti del panorama italiano. La Janara è tornata e, grazie ai suoi poteri, vi ammalierà nuovamente: non potrete far altro che seguirla, ovunque ella vorrà condurvi e qualunque sia il tipo di conoscenza che intenderà offrirvi.

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