冷 [Laang] - 海洋 [Hǎiyáng]

冷 [Laang] – 海洋 [Hǎiyáng]

Gruppo:冷 [Laang]
Titolo:海洋 [Hǎiyáng]
Anno:2018
Ristampa:2019
Provenienza:Taiwan
Etichetta:Talheim Records
Contatti:Facebook  Bandcamp  Instagram  Spotify
TRACKLIST

  1. 超越地狱 [Chāoyuè Dìyù]
  2. 深淵 [Shēnyuān]
  3. 海浪 [Hǎilàng]
  4. 蒼涼 [Cāngliáng]
  5. 淹 [Yān]
  6. 羇 [Jī]
  7. 殒灭 [Yǔn Miè]
  8. 子弹孔 [Zǐdàn Kǒng]
DURATA:40:08

La storia di — da leggere con la pronuncia cantonese Laang — è indubbiamente particolare: ritrovarsi una pallottola in testa nel bel mezzo di un furto di un’automobile, entrare in coma per due giorni e nel frattempo finire con la mente in un mondo parallelo non è proprio una cosa da tutti i giorni. Yang Taohai ha deciso di mettere questa assurda esperienza in musica, e il risultato è il suo primo album 海洋 [Hǎiyáng].

Il titolo del disco significa oceano, un termine che l’unico membro del progetto usa nei suoi testi per descrivere il mare di terrore e desolazione in cui è sprofondato durante il coma e che fa da sfondo alla sua terrificante interpretazione del black metal. L’atmosfera spettrale e mortifera che accompagna l’intera opera traspare tanto negli inquietanti intermezzi ambientali quanto nelle fasi più concitate, in cui enfatizza le opprimenti sensazioni da incubo vissute dal musicista.

Laang riesce a variare notevolmente la proposta, mantenendola comunque coerente e legata alla sua inusuale vicenda: l’orrore più malevolo si manifesta sia nel caos furioso e dissonante di “深淵” [“Shēnyuān”] sia nella freddezza meccanica di “蒼涼” [“Cāngliáng”]; ugualmente, l’ampio ma non eccessivo uso delle tastiere consente di ampliare la gamma di emozioni negative a disposizione dei brani, intrecciando influssi di musica classica e melodie da film horror in “子弹孔” [“Zǐdàn Kǒng”], e passando dalle malinconiche note di pianoforte di “淹” [“Yān”] alle maestose orchestrazioni di “羇” [“Jī”] in cui compare anche l’erhu, il violino cinese reso noto in ambito metal dagli Chthonic. Quest’ultimo brano vede anche la partecipazione vocale di Heathen, unico ospite dell’album che accompagna lo scream privo di vitalità di Yang Taohai.

Un’ultima nota di merito va alla copertina, opera dell’artista norvegese Den Unge Herr Holm, che riesce a catturare la natura oceanica e terrificante dell’album, rappresentando l’esperienza nel «luogo al di là dell’inferno» — così come è stato definito da Laang — con una sorta di angelo che emerge da un mare di nera sofferenza.

Per quanto sia difficile immaginare cosa abbia realmente vissuto Yang Taohai durante il coma, Hǎiyáng riesce a evocare un universo parallelo fatto di paura e abbandono nel quale non si può fare altro che lasciarsi sprofondare nella speranza che l’incubo finisca in fretta, in un modo o nell’altro. Non sapremo mai se Laang sia effettivamente andato nel regno dei morti, tuttavia il suo racconto di questo involontario viaggio è decisamente convincente.

Facebook Comments