LABYRINTHUS STELLARUM - Vortex Of The Worlds | Aristocrazia Webzine

LABYRINTHUS STELLARUM – Vortex Of The Worlds

Gruppo: Labyrinthus Stellarum
Titolo: Vortex Of The Worlds
Anno: 2024
Provenienza: Ucraina
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Facebook Youtube Bandcamp Instagram Spotify
TRACKLIST

  1. Trascendence
  2. Downfall
  3. Interstellar Wandering
  4. From The Nothingness
  5. The Light Of Dying Worlds
  6. Vortex Of The Worlds
DURATA: 36:54

Tornano a farsi sentire i Labyrinthus Stellarum, che già avevano attirato la nostra attenzione con l’album di debutto del 2023. La giovane band di Odessa composta dai fratelli Andonati (il chitarrista Misha ha appena 17 anni) prosegue un discorso artistico dedito a quello che loro stessi definiscono Cosmic Black Metal, portato avanti con coerenza ma anche volontà di evoluzione.

Vortex Of The Worlds mette in mostra fin dalle prime note gli aspetti fondamentali che ci guideranno lungo i suoi trentasei minuti: black metal dilatato e atmosferico pressoché privo di blast beat, disseminato di riverberi e filtri che avvicinano la base del sound a certi Summoning. Su questo accompagnamento si stende la parte più caratteristica dei Labyrinthus Stellarum: un mosaico di sintetizzatori onnipresenti che coprono un ampio spettro timbrico,  principalmente suoni elettronici che normalmente troviamo nell’alternative rock di gruppi come Starset o Nine Lashes, ma anche archi e pad debitori dei primi Dimmu Borgir o orchestre reminiscenti dei Bal-Sagoth.

I nomi citati qui sopra testimoniano una chiara impronta symphonic black metal, che però i Labyrinthus Stellarum diluiscono per togliere ogni accenno di pomposità e concentrarsi sul lato più contemplativo e atmosferico dei succitati gruppi, creando una sorta di viaggio siderale oscuro ma anche pieno di meraviglia secondo la lezione di artisti quali i Mesarthim, anche se non mancano momenti dedicati al headbanging — in quest’ambito risulta particolarmente riuscita “From The Nothingness”, sfruttata anche come singolo apripista. I testi contribuiscono a creare l’impressione di ignoto attraverso l’alternanza di brevi versi ripetuti a lungo e testi tradizionali sempre piuttosto criptici.

Non mancano alcuni aspetti ancora da limare: il pesante uso di riverberi ed effetti toglie definizione al suono in un genere che raramente si presenta come lo-fi, e alcuni suoni di sintetizzatori che strizzano l’occhio ai videogame del secolo scorso risultano alla lunga stucchevoli. Tali piccole mancanze non impediscono il piacevole ascolto di Vortex Of The Worlds, in attesa di poter vedere i Labyrinthus Stellarum all’opera dal vivo non appena le circostanze possano consentirlo.