LaColpa - Post Tenebras Lux

LACOLPA – Post Tenebras Lux

Gruppo:LaColpa
Titolo:Post Tenebras Lux
Anno:2020
Provenienza:Italia
Etichetta:Brucia Records
Contatti:Facebook  Bandcamp  Instagram  Spotify  Soundcloud
TRACKLIST

  1. Theosophy Of Pain
  2. Black Opal
  3. Martyrdrome
  4. Welcoming The Agony
  5. Relics
DURATA:43:40

A mio parere, un anno come il 2020, tanto ricolmo di gioie e speranze per il futuro, poteva chiudersi solo con un nuovo disco dei LaColpa. Quando mi è stata recapitata questa ciliegina sulla torta di dolore intitolata Post Tenebras Lux, mi sono reso conto di colpo che le ferite lasciate sulla mia psiche dal precedente Mea Maxima Culpa nel lontano 2017 erano ancora aperte e doloranti. Tuttavia mi sono detto che non c’era modo di arrivare preparati ad affrontare la miscela tra doom e sperimentazioni noise che la band ha già dimostrato di saper imbastire, pur avendo una vaga idea di cosa mi avrebbe atteso, abbandonando così a priori la speranza di uscirne indenne.

Post Tenebras Lux risulta ancora più difficile da inquadrare del suo predecessore, ne esce quindi un album che continua sfuggirci come se trovasse repellente il nostro tentativo di incasellarlo. La sensazione di malessere domina sia la musica che i testi, dato che il concetto attorno a cui ruota l’opera riguarda (indovinate?) la colpa, vista non come un sentimento che risiede in ognuno di noi, ma come una componente trascendentale, incastonata nell’esistenza stessa dell’individuo. «L’umanità è solo un errore di Dio» recita una voce narrante in una delle tante sezioni che vanno a comporre la mastodontica conclusione intitolata “Relics”, una frase didascalica che ci suggerisce il senso di tutto il delirio musicale che abbiamo affrontato fino a quel punto.

La musica dei LaColpa si perde in una palude di rumori: noise, drone, feedback di chitarra e basso, campionamenti ripetuti (“Welcoming The Agony”) sono lo scheletro sperimentale di tutto l’album. Per quanto il sentore di improvvisazione sia forte, la ricchezza di dettagli mi spinge a pensare invece che si tratti di un altro modo per confonderci, e che in realtà le composizioni in apparenza così sregolate sono il frutto di un’attenzione maniacale alla scrittura. Il lato metal di Post Tenebras Lux lotta per emergere dal magma delle sezioni rumoristiche, ma ciò non vi deve trarre in inganno: il doom metal visto attraverso le lenti dei LaColpa è comunque concepito in modo da provocare angoscia e tocca tangenzialmente sludge, post-metal e il black dissonante; il muro del suono generato è opprimente, aggressivo e permeato da un senso di instabilità al punto da non poter evitare di sciogliersi di nuovo nella sperimentazione.

Se tuttavia c’è un limite in Post Tenebras Lux, sta nel fatto che necessita della situazione mentale adatta per accogliere la sua predica, e per questa ragione il rischio di trattarlo con una certa sufficienza diventa piuttosto concreto; i LaColpa si sono concentrati molto sui dettagli, dettagli che potrebbero disperdersi di fronte ad ascolti superficiali. Dall’altra parte anche un approccio troppo distaccato potrebbe rivelarsi deleterio, tenendo conto del fatto di quanto i piemontesi si impegnano a farci provare dolore. In sostanza, Post Tenebras Lux contiene musica che sta male per persone che stanno male, e passare oltre questo aspetto vuol dire perdersi parte del fascino dell’opera.

Facebook Comments