LACRIMA – Old Man's Hands

LACRIMA – Old Man’s Hands

Informazioni
Gruppo: Lacrima
Titolo: Old Man’s Hands
Anno: 2011
Provenienza: Polonia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: facebook.com/lacrimapl
Autore: Mourning

Tracklist
1. Old Man’s Hands
2. As A Slave
3. Regardless
4. Fever Of Deception
5. Dangerous Patterns
6. Alar Shadows
7. Crying Willows ’96
8. I Shouldn’t [live in Cracow]

DURATA: 38:13

I polacchi Lacrima devono aver avuto una situazione interna alla band alquanto travagliata, sono in giro dal 1994 e dopo il demo “The Prisoners Of Time” prodotto tre anni anni più tardi, seguito dal debutto “The Time Of Knight’s Return”, si prendono una pausa sino al 2003 che li vede rispuntar fuori con un secondo demo intitolato “Innocent Incarnations”.
Fin qui niente di strano poi però il nulla fino al 2010 con l’uscita di un dvd celebrativo per i quindici anni d’attività, “15th Anniversary Live”, e solo nel 2011 viene dato alle stampe il secondo disco “Old Man’s Hand”.
E’ trascorsa oltre una decade eppure questo disco è totalmente devoto al sound anni Novanta del panorama gothic.
Il sound sia per il modo di proporlo sia per le soluzioni solistiche, le pause interne ai brani e l’utilizzo della voce di Kuba Morawski che fortunatamente per noi “disconosce” le aperture in clean, utilizzando soltanto un paio di spoken words e preferendo un “ringhiare” definito, e le influenze dei Paradise Lost che si combinano con quelle degli Anathema, ci consegna una prova che si distacca dalla visione odierna fatta di melodie frequentemente sdolcinate, fraseggi power e femminilità dirompente.
La componente vocale dell’altro sesso infatti viene inserita solo a supporto della canzone come accadeva nei bei tempi andati, in maniera meno invasiva rispetto anche a coloro che interpretano oggi il genere, dando comunque sfoggio di prestazioni d’alta qualità e in parte conservatrici come avviene nei Draconian e figliocci Nox Aurea.
Le prime quattro tracce possiedono una più che discreta prestanza e un’atmosfera grigia pesante: l’opener è caratterizzata dall’incedere allentato, epico, condito dalle intrusioni della cantante Hanka Swaryczewska che ci fossero o meno non so se farebbe particolare differenza; “As A Slave” è stranamente intrisa di Amorphis e Dark Tranquillity, le chitarre in certi frangenti ricordano sia la formazione di Esa Holopainen che quella di Niklas Sundin, particolare e piacevole; “Regardless” è grevemente emotiva, le coordinante sonore sono sempre quelle di stampo britannico interpretate in maniera alquanto coinvolgente e “Fever Of Deception” vi si allinea giungendo agli ultimi due capitoli nuovi, “Dangerous Patterns” e “Alar Shadows”; il primo è decisamente più spinto e veloce con Stanne e soci percettibilissimi nel sound mentre il secondo invece tendente per lo più a far rivivere i Lost che furono, l’intro di tastiera praticamente lo si potrebbe inserire in “Icon” senza problemi.
I Lacrima sul finire collocano “Crying Willows”, canzone contenuta nel demo “The Prisoners Of Time”, e la versione live di “I Shouldn’t” estratta dal dvd registrato a Cracovia, nulla che sposti realmente il peso sui piatti della bilancia né dell’uno né dell’altro lato, si lasciano ascoltare, probabilmente con pezzi nuovi si sarebbe ottenuto un riscontro maggiormente positivo.
Nostalgici? Può darsi. Per Nostalgici? Sicuramente sì, fra le tante zozzerie che inondano il filone gothic, e chissà per quale motivo entrate a far parte di questo mondo, con un album dello stampo di “Old Man’s Hands” sembra di incontrare un vecchio amico con il quale non ci si vede da una vita, magari vi risulterà parecchio derivativo, e lo è, vedetelo come un omaggio agli anni Novanta e speriamo di non dover attendere un secolo per il capitolo successivo, rimanesse sulla stessa scia non mi dispiacerebbe di certo ascoltarlo.

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