LAETITIA IN HOLOCAUST – Rotten Light

 
Gruppo: Laetitia In Holocaust
Titolo:  Rotten Light
Anno: 2011
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Myspace
 
TRACKLIST

  1. Dialogue With The Sun (White Lions Rising)
  2. Black Ashen Aurora
  3. Le Perdu De Novembre
  4. Ascension To Cursed Waters
  5. Sulla Soglia Dell'Eternità
  6. Sons Of Ice
  7. The Inaccessible Door
DURATA: 42:17
 

I Laetitia In Holocaust sono un combo modenese, attivo ormai da dieci anni, ma relativamente ignoto ai più. Io stesso, pur avendone già sentito parlare, non ero mai entrato in contatto con questa proposta prima di avere tra le mani quello che è il loro secondo full-lenght, "Rotten Light". La personalità di cui il gruppo è in possesso è a dir poco eclettica, tanto da farmi pensare a un incrocio tra Ved Buens Ende…, Blut Aus Nord e Bethlehem. Nella presentazione inviatami assieme al disco vi è una frase assolutamente esplicativa al riguardo: This is not black metal musically, but spiritually.

Ciò che ci viene offerto è una prova dinamica e sperimentale formata da intensissimi arpeggi di chitarre pulite unite a un basso molto in evidenza come in "Dialogue With The Sun (White Lions Rising)" e nella stupenda "Sulla Soglia Dell'Eternità", fasi percussive penetranti ("Black Ashen Aurora" e nel finale di "The Inaccessible Door") e dissonanze nervose e astrali ("Ascension To Cursed Waters" e "Sons Of Ice", quest'ultima, stando a quanto scritto nel libretto, riarrangiata e risuonata rispetto alla prima apparizione nel demo "Blood On Humanity"). Ancora una nota a parte va fatta per la strumentale "Le Perdu De Novembre", ricolma di una morbosità evocativa e delirante. Non si pensi però che gli elementi citati siano parti limitate solo ad alcuni episodi; l'insieme viene infatti miscelato in maniera strabiliante per l'intera durata del disco permettendo alle composizioni di amalgamarsi ed esplodere in tutto il proprio potenziale. Il carico emotivo dei pezzi viene aumentato a dismisura dalla voce di S. che pare essere la chiave per accedere ai cancelli dell'Abisso, anche quando è sussurrata e soffusa (come in una parte della già citata "Sulla Soglia Dell'Eternità") essa ha la funzione di un punteruolo che scava dentro l'anima raggiungendone i più oscuri recessi e "infettandola" con la forza di uno Spirito nero tanto puro quanto potente. Interessante è altresì la scelta di riportare nel booklet i testi in lingua italiana (nonostante siano cantati in inglese), cosa che non può che essere un incentivo in più per cercare la copia fisica del disco: il contenuto vale davvero la pena di essere analizzato.

Detto ciò, sono fermamente convinto che questa sfilza di parole non possa rendere abbastanza l'idea dell'enorme qualità di "Rotten Light"; è un album gravido di personalità e innovazione, un prodotto che potrà piacere davvero a chiunque ami anche ciò che va, con cognizione di causa, al di là dei confini già tracciati senza fossilizzarsi soltanto sulle forme musicali già ampiamente conosciute. A coloro i quali, al contrario, sono legati esclusivamente al classicismo consiglio di non provarci nemmeno e di lasciare perdere, non è proprio roba per voi. Che gran pena però pensare che molti non possano riuscire a godersi un disco eccezionale come questo.

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