Laika Nello Spazio - Macerie | Aristocrazia Webzine

LAIKA NELLO SPAZIO – Macerie

Gruppo: Laika Nello Spazio
Titolo: Macerie
Anno: 2022
Provenienza: Italia
Etichetta: Overdub Recordings
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TRACKLIST

  1. Macerie
  2. Coprifuoco Definitivo
  3. Reazione
  4. Schrödinger
  5. Evento Sentinella
  6. Film Noir
  7. Nel Nome Degli Dei
  8. Una Preghiera
  9. Condizione Esistenziale
DURATA: 31:40

Dopo aver ascoltato Macerie, avevo inizialmente preparato un’introduzione che mi avrebbe consentito di cominciare questa recensione in maniera colta e sagace (almeno nella mia testa), con un parallelismo tra la cagnetta Laika e il gatto di Schrödinger quali esempi di esseri viventi confinati in spazi angusti e soggetti alla volontà arbitraria dell’Uomo. Spinta dal mio desiderio di accuratezza, però, sono andata a rileggere le specifiche della vicenda riguardante la povera Laika e tutto ciò che sono riuscita a ricavarne è stata una profonda insofferenza verso la noncuranza umana, che a volte porta a compiere sacrifici futili in nome di qualcosa che non sempre ha senso. Meglio così, insomma, perché la mia riflessione non si discosta molto da quella che Vittorio Capello, Marco Carloni e Simone Bellomo hanno spiegato in un’intervista proprio su queste pagine.

Macerie, il secondo opus del trio lombardo, si snoda tra svariate disamine riguardanti alcuni aspetti della vita all’interno della società contemporanea: il focus si è spostato dalla annichilente realtà della provincia a una dimensione universale, che può riguardare virtualmente ciascun individuo, indipendentemente da dove si trovi. Per questo motivo, a volte i Laika Nello Spazio si concentrano su tematiche prettamente esistenziali, a volte evocano fatti di cronaca più o meno contemporanea che tutt’oggi ci fanno ancora accapponare la pelle. Ad esempio, “Reazione” cita la questione dei profughi e l’orrore del femminicidio, invitando a reagire contro questi fenomeni e a non cadere nell’indifferenza, perché quest’ultima è una delle strategie più efficaci per far sì che tali orrori vengano perpetrati ulteriormente. “Schrödinger”, invece, sembra trattare della claustrofobia sociale che potrebbe scaturire dal sentirsi incompresi, oppure dal fatto di non sapersi omologare a una società frenetica, che tende ad appiattire. La cosa interessante, però, è che nei Laika Nello Spazio non riscontro affatto la volontà di declamare verità assolute, piuttosto viene lasciato l’arbitrio finale all’ascoltatore, anche quando vengono piazzate davanti alle porte dell’immaginazione immagini forti o interrogativi espliciti. In “Coprifuoco Definitivo”, il gruppo incalza con «Siamo uomini o siamo topi? / Dimmi la differenza», parafrasando “Bullet With Butterfly Wings” degli Smashing Pumpkins («Despite all my rage / I am still just a rat in a cage»).

Il coinvolgimento dell’ascoltatore, naturalmente, avviene sul piano musicale, oltre che su quello — non trascurabile — dei contenuti. Da Macerie traspare chiaramente come le radici dei Laika Nello Spazio contemplino da un lato il (post-) punk a volte intriso di hardcore, dall’altro la tradizione alternative italiana degli ultimi trent’anni. Queste influenze non vengono seminate qua e là in maniera incoerente, ma trovano una collocazione precisa e spesso suggestiva all’interno dei vari brani, con una certa variabilità: la presenza del doppio basso rende il sound avvolgente quando serve, spianando poi la strada a momenti più guizzanti. I Laika Nello Spazio riescono a farsi strada efficacemente tra momenti più groovy e altre parti in cui c’è poco da scherzare, perché la rabbia prende il sopravvento. Nel corso dell’album troviamo anche alcune divagazioni verso i territori del desert rock, percepibili all’interno della title track e di “Evento Sentinella”.

Macerie non manifesta, dunque, l’intento di essere un album definitivo, inossidabile, la panacea di tutti i mali musicali ed esistenziali: pur rappresentando una voce tra le tante del coro underground italiano, i Laika Nello Spazio seguono una missione che va oltre la semplice volontà di fornire risposte prestabilite agli ascoltatori. Perché i Nostri ribadiscono l’importanza di sentire, di pensare, di seguire il senso critico personale senza lasciarsi sopraffare dal menefreghismo nei confronti del mondo, che spesso scaturisce dal sentimento di impotenza di cui si rischia di essere vittime nel quotidiano. Dopotutto, come recita “Condizione Esistenziale”, dobbiamo ricordare che «gli occhi sono l’unica cosa che non deve restare uguale».