Langenu - Need, Kes Näevad Imesid

LANGENU – Need, Kes Näevad Imesid

Gruppo:Langenu
Titolo:Need, Kes Näevad Imesid
Anno:2016
Provenienza:Estonia
Etichetta:Autoprodotto
Contatti:Facebook  Youtube  Bandcamp  Soundcloud
TRACKLIST

  1. Süäme Man
  2. Kui Kaljud Kutsuvad
  3. Kiirgav Ja Särav
  4. Tornide Tipus
  5. Tulevik
  6. 1000 Akent
  7. Sina, Raamat
  8. Ma Pole Haige
DURATA:34:26

Caratterizzato dalla stessa veracità e dalla medesima ispirazione che avevo rilevato nel primo lavoro degli Holdlajtorja, Need, Kes Näevad Imesid degli estoni Langenu ha dalla sua diversi vantaggi nettissimi rispetto ad Ab Oriente Ad Occidente. Sebbene abbia visto la luce ben quattro anni prima della summenzionata demo ungherese, il disco di debutto della più anziana delle formazioni legate al Pergerus è molto, molto deciso; sarà che il progetto stesso ha ormai quasi vent’anni, se si include nel conteggio la precedente esperienza a nome Anathomia, ma il quintetto di Tartu ha dimostrato già nel 2016 di avere le idee ben chiare. Se tutto questo è vero, però, verrebbe da chiedersi com’è che il nome dei Langenu in tutto questo tempo sia rimasto relegato nell’underground locale.

Le idee e le intuizioni di cui si fa portatore Need, Kes Näevad Imesid (traducibile grezzamente come Coloro che assistono ai miracoli) sono decisamente al limite, questo è sicuramente un fattore da tenere a considerazione. L’arma dei Langenu, infatti, è l’allucinazione, creata per mezzo dell’unione della frenesia tipica del black metal con elementi sintetici tendenti verso l’industrial il cui unico scopo è rendere ancora più freddo e disumano l’ascolto. L’accoppiata composta da “Tulevik” e “1000 Akent”, a cui è affidata l’apertura della seconda metà della scaletta, propone alcune delle soluzioni migliori nate dalla mente dei Nostri. L’unione di riff lisergici, blast beat forsennati e sintetizzatori vari genera più di un climax, ma all’ennesimo riascolto ci si rende conto che il contatto ripetuto con la musica dei Langenu non genera altro stato d’animo che turbamento — meccanico, inumano, viscerale.

Anche la ferocia più spinta di brani come “Kui Kaljud Kutsuvad” e “Kiirgav Ja Särav” è priva di umanità, tanto quanto quella dell’apripista “Suäme Man” e della conclusiva “Ma Pole Haige”. Sin dal primo ascolto, non ci sono dubbi sulla vicinanza con l’universo sintetico e meccanico dell’industrial e sulla volontà di sperimentare e di spingersi oltre i limiti dei Langenu. Tuttavia, e qui casca il cyber-asino, date le coordinate stilistiche del progetto tarbato, una produzione più ricca e meno casereccia avrebbe certamente giovato al risultato finale — specialmente per quanto riguarda la batteria che, allo stato attuale, non suona in maniera esattamente adeguata. Per certe sue scelte di matrice black, Need, Kes Näevad Imesid potrebbe essere stato un disco quasi andoceansiano, ma alla luce di quanto detto fino ad ora sappiamo che ciò si è realizzato solo in potenza.

Cinque anni dopo, i Langenu hanno già dato prova di sapersi gestire molto meglio nell’autoproduzione, come testimonia il loro contributo all’interno dello split Tarbathian Fortress. Dita incrociate per il loro prossimo lavoro sulla lunga distanza, quindi.

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