LE MINUS – Make My Day

LE MINUS – Make My Day

Informazioni
Gruppo: Le Minus
Titolo: Make My Day
Anno: 2012
Provenienza: Francia
Etichetta: Autoproduzione
Contatti: facebook.com/pages/Le-Minus/52763669537
Autore: Mourning

Tracklist
1. Next
2. Told You So
3. Playing With Echoes
4. Never Forgive, Never Forget
5. My First And Only Lesson
6. Castle Doctrine
7. One Parachute
8. Chaos Rains
9. Journey’s End

DURATA: 40:24

Il crossover è quel modo d’intendere la musica trasversalmente, facendo sì che le composizioni vengano attraversate da diversi stili. L’abilità nel fondere più generi non è cosa da tutti, ma certo i fuoriclasse ci sono eccome anche in questo mondo.
Band come i Faith No More e i Primus per la loro ampia visione del sound potrebbero essere ritenuti tali, ed è innegabile che i francesi Le Minus, partendo dalle lezioni dei grandi che li han preceduti, stiano elaborando il proprio percorso in tale direzione. È altrettanto corretto inoltre aggiungere “i nipoti” di Mike Patton e soci, i Dog Fashion Disco, e altre realtà quali Living Color, Red Hot Chili Pepper e Mudvayne alla lista dei gruppi da poter annoverare a influenza di un lavoro, “Make My Day”, imbastardito sino all’osso e che di questa natura volutamente ibrida fa la sua forza.
Il trio che vede Lord Murray al basso e alla voce, Captain’ Yo alla sei corde e Mox alla batteria confeziona nove tracce che potrebbero essere definite in una miriade di maniere, sono accattivanti, articolate, ma non eccessivamente complesse, ossessive e psicotiche, evitando però l’aspetto cervellotico fine a se stesso.
È un perpetuo alternarsi e convivere delle identità rock e metal, un controllo destabilizzato anche dal punto di vista atmosferico (“Castle Doctrine”), con alcuni passaggi che necessitano di tempo per venire assorbiti integralmente (“Next”). In altri casi il titolo è ingannevole e il caos che dovrebbe essere concepito è invece latente
, “Chaos Rains” difatti è stranamente agrodolce, a tratti languida, con il ritornello come unica “forzatura” al proprio interno. Infine si paleseranno pure movenze funky e “schitarrate” alternative metallizzate in “Playing With Echoes” e la schizofrenia in “Never Forgive, Never Forget”, insomma non vi mancherà di che nutrire l’udito.
I Les Minus e “Make My Day” sono tutt’altro che commerciali o diretti, se i vostri ascolti rientrano normalmente in territori che abbracciano quei due aggettivi, non dico che li odierete, ma potreste far fatica a digerirli, non per una questione di pesantezza: come per molte delle band tirare in ballo all’inizio del testo, la poliedricità del sound è l’arma a doppio taglio del disco, siete disposti a venir loro incontro e approfondirli? In quel caso con l’aumentare dei giri nello stereo vi divertirete e li farete sempre più vostri; in caso contrario, non mi rimane che consigliarne l’acquisto agli abituali fruitori di prove di stampo similare, sarà pane per le loro avvezze dentature, che non avranno di certo problemi a masticare e digerire.

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