LEFT TO ROT – Bathe In Blood / Crown Of Deception | Aristocrazia Webzine

LEFT TO ROT – Bathe In Blood / Crown Of Deception

Informazioni
Gruppo: Left To Rot
Titolo: Bathe In Blood / Crown Of Deception
Anno: 2007 – 2011
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: F. P. Music
Contatti: myspace.com/nmlefttorot
Autore: Mourning

Tracklist “Bathe In Blood”
1. Digging Up A Grave
2. Bleed
3. Bathe In Blood
4. Throwing Bodies (In The Pit Of Fire)
5. Brain Hemmorrhage
6. Victims Of The Guillotine
7. Mutilated Misery
8. Left To Rot

DURATA: 22:01

Tracklist “Crown Of Deception”
1. Grotesque Deformity
2. The Hypocritical Stench
3. Perverse Dissection
4. River Of Dead Bodies
5. The Crown Of Deception
6. Inverted Thoughts
7. Mutilate Thy Self
8. Vile
9. Gutted Profusley
10. All This Bleeding

DURATA: 29:48

LEFT TO ROT - Bathe In Blood / Crown Of Deception Il death metal odierno vive di flussi e riflussi, c’è chi tenta in tutti i modi di tenersi al passo con i tempi modernizzando, snaturando e violentando ripetutamente il sound usando qualsiasi espediente pur di trovare una propria dimensione “commerciale”, chi è geniale per natura e l’ha dimostrato nel corso degli anni infilando una serie di dischi di ottima fattura e non ha nessun motivo per porsi il problema e chi semplicemente si propone in qualità di amante del genere con un tributo piacevole e retrò che si lascia ascoltare pur non inventando nulla.
LEFT TO ROT - Bathe In Blood / Crown Of Deception Nell’ultima categoria s’inseriscono senza ombra di dubbio i Left To Rot, formazione proveniente da Laguna in New Mexico che dal 2004 ha prodotto solo due lavori, l’ep “Bathe In Blood” e il full “Crown Of Deception” del 2011, pochi? Probabilmente ma mi sono parecchio divertito e ho avuto modo di passare degli ottimi momenti dediti allo scapocciamento andante grazie a loro.
Cos’hanno di particolare? Decisamente niente. Cos’hanno di bello? Suonano death metal come se il tempo si fosse fermato, come se gli anni Novanta non avessero mai avuto fine e gente del calibro di Cannibal Corpse e Insatanity (ovviamente non sono i soli che vi verranno in mente) rivivesse i passi iniziali delle proprie carriere attraverso l’operato di questi connazionali.
Perché ho scelto di prendere in considerazione i due platter in unica soluzione? Perché mettendoli su uno dietro l’altro vi accorgerete di quanto e come la band segua un percorso fatto di coerenza, passione e un’attenta riproposizione di ciò che era il death metal nel suo periodo d’oro. Ok, non si sta parlando di capolavori del genere ma sfido chiunque di voi a non trovare negli album in complessivo almeno sette o otto pezzi che aprano i “di dietro”, ai quali vengono affiancati altrettanti brani gregari che comunque mantengono il livello dell’asticella del gradimento ben più alto della ormai tristemente e pietosamente regola del “sei canonico e tutti a casa” che nell’ultimo bienno più che mai sembra diventata una “garanzia” in negativo.
Di base i Left To Rot se la giocano inserendo sul piatto brutalità, qualche divagazione thrashy, una solistica incastonata in maniera efficiente nei pezzi, delle dinamiche di batteria che per quanto risultino innegabilmente note nello sviluppo garantiscono una spinta robusta e una prova vocale maschia in alcuni casi lievemente dal tocco scream, preferisco quindi limitarvi a direzioni di massima non indicandovi un pezzo piuttosto che un altro, credetemi se vi dico che avrete di che sbatacchiare e sarà per voi facile districarvi decidendo quale sia la canzone migliore per farlo o se lasciarvi andare ininterrottamente dal primo all’ultimo secondo.
Liricamente oltre ai classici testi su morbosità, mutilazioni e devianze che dominano la scena troviamo anche delle severe mazzate a sfavore della religione che in piena blasfemia andante si rivelano come limpidi messaggi in “The Hypocritical Stench”, “All This Bleeding” e la titletrack, campo nel quale si sa che Incantation, Immolation e Deicide han fatto più di altri scuola a tanti.
Musica in old school style per gli adoratori dell’old school, se questa motivazione è per voi un trampolino di lancio che indirizza le orecchie all’ascolto, i Left To Rot sia con “Bathe In Blood” che con “Crown Of Deception” riusciranno a farsi vivi nelle vostre playlist e perché no magari a mantenerne anche salda la posizione all’interno nel tempo, diciamo in attesa che ci giunga fra le mani il nuovo capitolo.
Parafrasando e modificando leggeremente uno dei titoli degli Asphyx: “death is the only brutal way”, se la si ama album così vanno quantomeno presi in considerazione.