LEGEN BELTZA – Need To Suffer

 
Gruppo: Legen Beltza
Titolo:  Need To Suffer
Anno: 2010
Ristampa: 2011
Provenienza:  Spagna
Etichetta: Punishment 18 Records
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TRACKLIST

  1. Vaporized
  2. Deathpidemic
  3. Midnight Meat Train
  4. Adan's Children
  5. Suicide
  6. Church Burning
  7. Death Control
  8. Global Dictatorship
  9. Mutant From The Red Hill
  10. Amaierarik Ez Da
DURATA: 50:28
 

I baschi Legen Beltza non fanno parte dell'ultima ondata di thrasher dedita al revivalismo, questi ragazzi sono in giro dal 1998 producendo oneste prove del genere, hanno però ricevuto poca considerazione e la cosa un po' mi spiace dato che rispetto a colleghi della stessa nazione come Steelgar, Aggression e Angelus Apatrida a parere del sottoscritto sono molto avanti sia dal punto di vista compositivo, sia nel presentarsi con una personalità che, per quanto non risulti totalmente propria, del suo ce lo mette.

"Need To Suffer", quarto capitolo della loro discografia, era stato rilasciato inizialmente come autoprodotto nel 2010, sono stato piacevolmente sorpreso dal fatto che lo staff della Punishment 18, sempre attento al movimento thrash, abbia deciso di fornire il proprio appoggio ristampandolo, del resto il lavoro che ci viene offerto dal quartetto iberico possiede la gamma d'ingredienti che ogni ascoltatore dello stile ricerca.

Il riffing, le linee vocali acide e dure di Xanti e una prestazione collettiva di buon livello com'è ormai abitudine per i Legen Beltza fanno sì che pur peccando di citazionismo Kreator/Sodom, sferragliata di stampo Exodus e qualche attacco tipicamente Slayer e Destruction, le tracce scorrano segnando punti.

Vi sono un paio di vere e proprie hit vedasi "Vaporized" dalle vibrazioni orientate a evocare il nome storico di Araya & soci, "Midnight Meat Train" e "Mutants From The Red Hill" che bilanciano le sfuriate in velocità con l'inserimento di parti più lente e atmosferiche e lo strumentale conclusivo "Amaierik Ez Da" che ospita due membri dei già citati Angelus Apatrida, il cantante e chitarrista Guillermo Izquierdo "Polako" e l'altro chitarrista David Garcìa.

Se a questi aggiungete un paio di episodi non stupefacenti, ma più che godibili, quali "Suicide", "Church Burning" e "Global Dictatorship", con ciò che rimane che si attesta su una normale sufficienza di base, il disco si rivela una prestazione che conferma la vena ispirata e ben al di fuori dalle sciatte esibizioni di molti loro colleghi anche molto più blasonati.

Gli spagnoli hanno curato in prima persona la produzione affidandosi a Andy Classen per il mastering, bello il suono robusto delle chitarre al pari di quello della ritmica che risulta inquadrato e definito, tuttavia la voce in alcuni punti sembra finire nel mezzo subendo un po' entrambe.

Con "Need To Suffer" i Legen Beltza hanno inviato un segnale preciso, sono vivi, vegeti e decisamente in uno stato di forma mica male, non sarà magari una necessità comprare un album simile, vi capitasse però sott'occhio e decideste di acquistarlo, di sicuro non avreste gettato soldi al vento.

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