LEGIONS OF WAR – Forced To The Ground

LEGIONS OF WAR – Forced To The Ground

 
Gruppo: Legions Of War
Titolo:  Forced To The Ground
Anno: 2013
Provenienza:   Svezia
Etichetta: Infernö Records
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TRACKLIST

  1. Intro – Through The Barricades
  2. Forced To The Ground
  3. Pile Of Corpses
  4. Remains Of War
  5. At The Eastern Shores
  6. Grandiose Visions
  7. Death Brigade
  8. In The Warfield Storms
  9. Night Of Revenge
DURATA: 41:01
 

Nel corso degli anni ho imparato che c'è sovente una grande differenza fra le affermazioni, scritte in particolare, e la verità, perciò ho preso l'abitudine di leggerle in maniera critica. Il foglio informativo rilasciato dall'etichetta Infernö mi ha subito colpito: "War-Thrash Metal… Destroyer 666… early Sodom…". Chi ha seguito la mia carriera qui su Aristocrazia saprà che questi termini mi attirano come fa il miele con le mosche. La copertina del disco ricorda tanto la prima degli Holocausto e dunque, alla luce di questi fatti, io sono già contaminato da pregiudizi.

In sintonia con la prima impressione ricevuta, l'inizio del lavoro è accompagnato da passi marziali di truppe in marcia, ma poi sono confrontato con la realtà. Questo è metallo tipico per il paese d'origine dei Legions Of War, la Svezia. Le scale, melodiche per i miei gusti, approfittano di una produzione limpida che gratifica l'ascoltatore con ogni dettaglio compositivo ben discernibile. Il quartetto, tecnicamente capace, fornisce canzoni variegate che spaziano dal Death al Thrash, con cori accattivanti e assoli riusciti, ma, bisogna dirlo, prive di sorprese stilistiche. Qui e là appaiono elementi piuttosto kitsch, come il passaggio di pianoforte in "At The Eastern Shores", che comunque s'intonano con il concetto generale delle trame.

Il secondo disco dei Legions Of War è un prodotto robusto, atto a intrattenere soprattutto gli amici del suono svedese in tutte le sue sfumature. Vi parlai della differenza presente fra le affermazioni e i fatti. Siate dunque avvertiti: trovare tracce dei gruppi citati nel primo paragrafo, è come sperare di mangiare una bistecca al ristorante vegano.

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