LELAHELL – Al Insane… The (Re)Birth of Abderrahmane

 
Gruppo: Lelahell
Titolo: Al Insane… The (Re)Birth Of Abderrahmane
Anno: 2014
Provenienza:  Algeria
Etichetta: Horror Pain Gore Death Productions
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TRACKLIST

  1. Mazaghran
  2. Al Intissar
  3. Voices Revealed
  4. Kalimet Essir
  5. Hypnose
  6. Imzad
  7. Am I In Hell?
  8. Hillal
  9. Black Hands
  10. Mizmar
DURATA: 40:59
 

Non avete le traveggole: nel box delle informazioni c'è proprio scritto "Algeria". Questa volta il freddo metallo ci porta nientemeno che nel cuore del nord Africa, ad Algeri, a scoprire la storia dei Lelahell e del loro fondatore Redouane "Lelahel" Aouameur, sulla scena nientemeno che dal 1993. Di nuovo, avete letto bene: Redouane è uno dei pionieri della piccola ma insospettabilmente vitale scena del proprio Paese e ha all'attivo già diverse pubblicazioni ufficiali e mal — per non dire mai — distribuite. Le sue radici affondano nel death metal più appassionato e muscolare e lo portano oggi a essere autore, assieme a due compagni di ventura reclutati in una formazione black metal locale (i Barbaros, anche loro nati negli anni '90), di un album a tutto tondo.

Il percorso di Redouane è particolarmente frastagliato e complesso da ricostruire a causa della mancanza di informazioni dirette, ciò che sappiamo per certo è che gli album cui ha partecipato in prima persona sono "Rage By Hate" dei Neanderthalia (1998) e "Dhal Ennar" dei Litham (1999): entrambi i titoli sono oggi pressoché irreperibili e da quel che si può recuperare online il materiale era tanto interessante quanto acerbo e figlio di un isolamento geografico non indifferente. Dopodiché, per oltre quindici anni, una serie di progetti e uscite minori hanno lastricato il percorso oggi intrapreso con i Lelahell, facendo di "Al Insane" il prodotto di una gestazione decisamente lunga e di un processo di maturazione forse ancora in atto a tutt'oggi.

Il debutto ufficiale dei Lelahell è dunque l'importantissimo pezzo di un puzzle ben più grande, che difficilmente può essere compiutamente analizzato e compreso in modo autonomo. Concentrandoci su quanto contenuto nel dischetto e lasciando tutto ciò che a esso ha portato all'intervista con lo stesso Redouane, possiamo dire di avere per le mani un buon album, ben scritto, ben registrato e ben confezionato. "Al Insane…" è un lavoro indubbiamente derivativo e debitore di un'interpretazione del genere molto moderna e tipicamente americana, con "triggerate" a non finire e suoni pieni e pulitissimi, ma anche e proprio per questo si apprezza ancor di più una volta letto (rectius: ascoltato) alla luce del passato degli artisti che l'hanno creato. Perché "Al Insane…" è un disco perfettamente in linea coi tempi, capace di divertire e intrattenere e soprattutto di regalare death metal a palate. I Lelahell non viaggiano mai al di sotto della velocità massima, qualche sparuto rallentamento non è che un preludio al successivo ed ennesimo carico di incontenibile distruzione.

Qua e là spuntano molti echi di Carcass e Death, miscelati e riletti con influenze molto moderne e di quando in quando addirittura spruzzate di groove. La sezione ritmica, forse anche in ragione di queste spruzzate, suona leggermente acerba, con una batteria effettata un filo di troppo e un riffing di accompagnamento a tratti non proprio indimenticabile, segno probabile che la band non è ancora del tutto a proprio agio con questo approccio così contemporaneo, ma tutto il resto funziona alla grande. Cambi di tempo dalle venature thrash ("Kalimet Essir"), assoli vagamente arabeggianti — ma proprio vagamente, senza mai allontanarsi dal tessuto death metal — e soprattutto la grande duttilità vocale messa sul piatto da Redouane: dal growl allo scream senza soluzione di continuità, il Nostro infonde varietà a tutti i brani grazie alla propria interpretazione. A evidenziare ancora di più i pregi di questa prestazione, i Lelahell presentano spunti di interesse anche sul fronte testuale, con un brano in inglese ("Voices Revealed", ispirato alla vicenda di Jaycee Dugard e del suo aguzzino P.G. Garrido), uno in francese ("Hypnose") e tutti i restanti in doppia lingua, cantati parzialmente in inglese e per il resto in arabo.

Per concludere, l'onnipresente Redouane si è anche occupato della scrittura dell'intero album, della registrazione e della produzione, mentre missaggio e masterizzazione arrivano dagli Anthropocide Studio, studio Bielorusso particolarmente noto per collaborazioni con band brutal e deathcore. Il portato dei Lelahell è dunque un insieme di classicismo e innovazione, di modernità e tradizione, un insieme affascinante reso ancor più appetibile dalla inusuale origine geografica. Da provare.

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