LEMMING PROJECT – Hate Despise

Informazioni
Gruppo: Lemming Project
Anno: 1992
Etichetta: Noise Records
Autore: Leonard Z666

Tracklist
1. Maintain
2. Lost
3. Leadership
4. Brainnight
5. For All Suckers
6. Manipulation
7. Washed
8. Erdende (In Trauer)…
9. Judas Billygoats

DURATA: 47:00

LEMMING PROJECT - Hate Despise Quando si pensa all’età d’oro del Death Metal si va automaticamente a cascare su produzioni che provengono dagli U.S.A. (soprattutto dalla Florida), dalla Svezia e dall’Inghilterra. Ci si dimentica invece dei paesi di lingua tedesca che ci hanno regalato delle perle spesso sottovalutate. E’ il caso della bistrattata Germania, che oltre a essere la patria dei Morgoth (compratevi “Odium”, ragazzi), ha dato i natali ai defunti Lemming Project. Già il nome del gruppo dovrebbe far capire che i testi della band sono un inno alla distruzione, all’odio e al totale annichilimento della razza umana. Questo “Hate And Despise” racchiude nove brani di puro Death Metal accostabili al sound di band dello stesso periodo, come Benediction e Bolt Thrower. Le chitarre la fanno da padrona, col loro suono granitico, snocciolando riff di una pesantezza unica. I chitarristi non si lanciano mai in parti complesse, ma prediligono arricchire le parti della ritmica con suoni distorti e rumorismo. Il riffing è particolarmente ispirato, generando pezzi da puro headbanging. La voce di Hendrijk è molto personale e dinamica, un growl beffardo che rende la band facilmente riconoscibile, perfetto per i testi che racchiudono una vena di forte ironia. Il drumming alterna tempi sostenuti a rallentamenti con doppio pedale a tutta velocità, seguendo uno stile in voga nel Death di quel periodo. Nei testi viene alternato l’uso dell’inglese e del tedesco, sebbene il tedesco abbia molta più presa e sia più adatto per questi nove salmi dell’apocalisse. Sarebbe stato bello sperare in un successore di quest’album completamente nella lingua di Goethe, ma purtroppo “Hate And Despise” è stato il canto del cigno di una band che avrebbe avuto ancora cose da dire, ma che ci ha lasciato con due album (il primo era “Extinction”) di puro Death. Due lavori impreziositi da un artwork grezzo e diretto, col suo bianco e nero tipico delle produzioni più povere dell’epoca. Non vi sono nemmeno speranze di una reunion, visto che nel 2005 il chitarrista e mente della band Michael Schmale è venuto a mancare. Se volete sentire cos’era il Death Metal prima dell’assalto dei “Guitar Hero a tutti i costi” e del clonaggio dei Suffocation cercate questo album e fatelo vostro. Potreste scoprire che il Death Metal di classe passava anche dalla Germania.

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