Les Chants De Nihil - Le Tyran Et L'Esthète

LES CHANTS DE NIHIL – Le Tyran Et L’Esthète

Gruppo:Les Chants De Nihil
Titolo:Le Tyran Et L’Esthète
Anno:2021
Provenienza:Francia
Etichetta:Les Acteurs De L’Ombre Productions
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TRACKLIST

  1. Ouverture
  2. Entropie Des Conquêtes Éphémères
  3. Ma Doctrine, Ta Vanité
  4. L’Adoration De La Terre
  5. Danse Des Mort-Nés
  6. Le Tyran Et L’Esthète
  7. Ode Aux Résignés
  8. Lubie Hystérie
  9. Sabordage Du Songeur – Final
DURATA:51:57

Ogniqualvolta mi capiti di ascoltare un album prodotto da Les Acteurs De L’Ombre le mie aspettative sono sempre molto alte e non vengono quasi mai deluse: l’etichetta francese per il sottoscritto è ormai sinonimo di qualità assicurata, avendo nel suo roster gruppi come Darkenhöld, Pensées Nocturnes, Pénitence Onirique e Mur, tutti dotati di uno stile inconfondibile e di un aspetto lirico e concettuale immediatamente identificabile.

Les Chants De Nihil nascono nel 2007 à Plérin, cittadina situata sulla costa settentrionale della Bretagna, e dopo due demo e un EP producono il loro primo album nel 2010: da qui in poi il percorso dei bretoni passa alla velocità successiva, realizzando ben cinque lavori in undici anni. Ogni disco rappresenta l’occasione per sperimentare di volta in volta nuove soluzioni e arricchire la proposta musicale di nuovi elementi, partendo da un black metal canonico fino ad arrivare a ottenere un caratteristico stile molto complesso e ricco di sovrapposizioni strumentali e vocali, al contempo melodico e furioso.

Dopo un album ben riuscito come Dix Ans Et Demi De Lutte Contre Le Mensonge, La Stupidité Et La Sobriété e l’ingresso di un nuovo bassista, i bretoni firmano un contratto con LADLO per la quale producono il primo album dell’anno, Le Tyran Et L’Esthète. Si tratta di un’opera monumentale di cinquanta minuti di black metal melodico dal sapore epico e trionfante, un concept album la cui storia fa seguito a quella narrata in Propagande Erogène, descrivendo in nove atti la caduta di un regime dittatoriale guidato da un uomo chiamato Il Sognatore per mano di un misterioso nemico che gli rivolta contro il popolo. I testi, scritti in francese, sono curatissimi tanto sul piano lessicale quanto su quello metrico, ricchi di figure retoriche, allegorie e dialoghi tra i vari protagonisti dell’opera.

Le composizioni sono eclettiche e il black metal degli Chants De Nihil si arricchisce di influenze progressive, cori, dissonanze e tempi dispari, che ben si sposano con le consuete melodie battagliere a cui i francesi ci hanno abituato e che rendono il risultato particolarmente scorrevole: gli otto brani si susseguono praticamente senza alcuno stacco, come in una sorta di flusso continuo. L’intero album, benché lontano dall’essere accostabile al black metal sinfonico, è permeato da una sorta di aura neoclassica respirabile in ogni pezzo: non a caso la traccia “L’Adoration De La Terre” è stata composta ispirandosi a due arie della Sagra Della Primavera di Stravinskij.  Un ulteriore passo in avanti compiuto dagli Chants De Nihil riguarda il mixaggio, realizzato dal chitarrista Mist, grazie al quale ogni singola traccia è perfettamente udibile e bilanciata anche nei momenti più frenetici e orchestrali.

Il lavoro svolto dal quartetto francese è notevole sia dal punto di vista compositivo che lirico e concettuale, mentre il suono è ormai definito e perfettamente riconoscibile, pur essendo in continua evoluzione album dopo album. Le Tyran Et L’Esthète è un disco caratterizzato da un’estrema cura nei dettagli e da una certa complessità, cosa che lo rende difficile da assimilare di primo acchito: solo dopo alcuni ascolti si riuscirà ad apprezzarlo appieno in ogni sua sfumatura e particolarità. Si tratta dell’opera più matura della band francese, a mio avviso la migliore della sua carriera e probabilmente una delle più interessanti del 2021.

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