LESHAK – Chertovorot

 
Gruppo: Leshak
Titolo: Chertovorot
Anno: 2009
Provenienza: Russia
Etichetta: Stygian Crypt Productions
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TRACKLIST

  1. На Заре [At Sundawn]
  2. Еловая Кора [Firtree's Bark]
  3. Лешачьими Тропами [By The Paths Of Leshak]
  4. Чертоворот [Chertovorot]
  5. Шуликуньи Пляски [Shulikuns' Dances]
  6. "Стоят Леса Тёмные От Земли И До Неба…" [Dark Forests Are From The Land Up To Sky]
  7. Потьма [Sunset]
  8. Was Wollen Wir Trinken [traccia bonus]
DURATA: 28:44
 

"Chertovorot" è il disco di debutto dei Leshak, band russa che raggiunge questo traguardo grazie alla Stygian Crypt Productions. Pagan, folk e metal estremo, spesso e volentieri death, si fondono per cantare della propria cultura e mitologia.

I primi nomi che balzano in mente non appena inizia "Firtree's Bark" sono quelli di due gruppi compatrioti: vale a dire Arkona e Temnozor. Chiaramente un gruppo all'esordio fatica a tenere il passo di formazioni così importanti e blasonate ed ecco che infatti per tre quarti del disco abbiamo di fronte composizioni standard prive di guizzi, ma comunque ferrate in materia. Questo fino a quando giunge il turno di "Dark Forests Are From The Land Up To Sky" (questa è la traslitterazione, dato che titoli delle canzoni e l'intero libretto sono in cirillico), lungo brano articolato che finalmente scava in profondità per quanto riguarda l'atmosfera, rivelandosi quasi epico; lo stesso flauto, sempre presente all'interno dei brani e fondamentale nella costruzione delle melodie, questa volta si fa più enfatico.

Fra i difetti più evidenti di "Chertovorot" vanno citati in primis la durata complessiva che — tolte intro, outro e traccia bonus — si riduce ad appena ventiquattro minuti, piuttosto pochi per un album (a meno che si stia parlando di grind, ovviamente); altra pecca importante sta nel cantato di Frontline, il suo growl profondo e monocorde mal si adatta a un sound spesso dinamico e gli stessi interventi di cori o voce femminile non bastano a ovviare al problema.

Se per il primo quarto d'ora i Leshak hanno dimostrato di essere una band come tante, pur tenendo presente che si tratta di un esordio, "Dark Forests Are From The Land Up To Sky" è poi giunta per avvisarci che i ragazzi possiedono qualche asso nella manica. A loro giocarseli al meglio nella prossima uscita, per ora "Chertovorot" è una discreta presentazione e nulla più.

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