LETARGY DREAM – Heliopolis

LETARGY DREAM – Heliopolis

Informazioni
Gruppo: Letargy Dream
Anno: 2010
Etichetta: BadMoodMan Music
Contatti: www.myspace.com/letargydream
Autore: Mourning

Tracklist
1. Saturn
2. We’ll Die Smiling Broadly
3. Heliopolis
4. Prominences

DURATA: 49:34

LETARGY DREAM - Heliopolis Fare tanto, fare troppo, alle volte è meglio fare solo il necessario, potrebbe essere il consiglio da dare ai russi Letargy Dream.
La band taglia il traguardo del terzo disco ma sembra essere più confusa che mai, c’è troppa carne al fuoco immessa in questo ultimo “Heliopolis”.
La musica è sorretta di base da un doom con influenze rock che a seconda delle canzoni subisce inflessioni progressive, etniche ma che il più delle volte smontano quanto di buono è stato creato con le basi metalliche.
Perchè parliamoci chiaro, il lavoro di per sè è di quelli da prendere alla leggera, non possiede dei pezzi che si possano definire trascinanti proprio per la mancanza di stabilità.
I continui cambi di tempo e d’atmosfera, che dovrebbero essere un vantaggio dimostrando d’aver a che fare con una prestazione dinamica e prorompente, riescono nell’impresa di sezionare e spezzare a più riprese quel minimo di feeling che le fasi più classicamente legate al genere hanno modo di trasmettere.
Con il materiale che vien fuori da una “Saturn” volendo si potrebbero assemblare un tre o quattro pezzi, il problema reale è che per com’è impostato (o meglio non impostato) sembra non avere né testa, né piedi seguendo solo un’istintiva voglia di esprimersi che può essere un modo personale di approcciarsi ma lo sparare a vuoto in continuazione non porta a nulla.
Il concentrare gli sforzi direzionando in maniera palesemente forzata le strutture verso un prog che per un motivo o un altro non quadra toglie punti a un reparto vocale che tutto sommato non si esprime in malo modo e a un riffato che nel complesso se rivisto e incollato in altra maniera avrebbe dato risultato più gradito, non contando che i pezzi vengono tirati per le lunghe mostrando ancor più il fianco, è un capolinea da cui guardare indietro e poi ripartire verso una nuova meta.
Sono piacevoli le esplosioni in blast a rivitalizzare le canzoni dopo momenti di calma, molte delle melodie hanno il loro perché e quando uno spiraglio di luce pare intravedersi ecco nella titletrack una citazione della “Pantera Rosa” di Henry Mancini che se da un lato è divertente e imprevista, dall’altro canto ha fatto elaborare questo pensiero al mio cervello: “Ok dopo questo posso pure cambiare”.
Sono concorde sul fatto che un’artista debba essere libero di esprimere la propria arte nel modo più personale, ecclettico e genuino possibile, ma quando un disco come “Heliopolis” si presenta con delle promesse rivoluzionarie e il risultato è questo, evitiamo rivolte e teniamoci i generi anche canonici per come sono.
Se qualcuno volesse provare a dare un ascolto all’ultimo Letargy Dream tenti, non costa nulla, consiglio comunque di andare a ricercare i due antecedenti che per quanto non siano dei capolavori almeno hanno un senso compiuto.

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