LETHARGY – Divine Madness

LETHARGY – Divine Madness

Informazioni
Gruppo: Lethargy
Titolo: Divine Madness
Anno: 2013
Provenienza: Ucraina
Etichetta: Metal Scrap Records
Contatti: facebook.com/groups/Lethargy
Autore: Mourning

Tracklist
1. In The Darkness Opening The Eyes
2. Buried Mourning Hearts
3. Grief Of Satan
4. I’m Sorry …
5. Broken World
6. Divine Madness
7. Witchcraft And Possession
8. Contempt [con Diana Larionova]
9. Mystery Of Love
10. Court Of Sinners
11. The Birth Of A New Consciousness
12. Evil Habits
13. Tenderness And Love [con Eugene Kugaevsky]

DURATA: 1:11:30

La voglia di fare non è sempre un buon punto di partenza. Vi sarà certamente capitato di ascoltare alcuni dischi nei quali è presente tanta di quella roba da farvi chiedere il perché di un tale appesantimento voluto su una proposta che un minimo più asciutta avrebbe dato altro risultato. Questo è il caso del secondo album degli ucraini Lethargy intitolato “Divine Madness”.

La formazione ha alle spalle quel po’ di gavetta che basta (il demo “Прелюдия борьбы ” del 2008, il debutto “The Burden Of Human Passions” del 2010 e l’ep “Культ личности”) a conferirle una discreta professionalità nell’approccio con l’area di settore sonoro che le compete. Si muove all’interno del territorio gothic/doom, innestando momenti di stampo dark; rivolgendo lo sguardo alle uscite del genere, si dovrebbe portare indietro il calendario di dieci o quindici anni, tenendo in considerazione la triade albionica composta da My Dying Bride, Anathema e Paradise Lost, insieme a nomi quali Katatonia, Moonspell e Slumber quali influenze di un sound che tende spesso a valorizzare il lato sinfonico, a incattivirsi sfruttando un growl raschiato (e in alcuni momenti anche lo scream) che si alterna con le aperture in voce pulita.

Non c’è nulla di formalmente errato nello svolgimento del lavoro, pezzi più acidi come “Grief Of Satan” si incrociano con altri dove sono le atmosfere scure e la teatralità a destare interesse, si vedano “Broken World”, “Witchcraft And Possession” e “Contempt”. Le tastiere hanno frequentemente un ruolo quasi dominante e lo noterete in “I’m Sorry”, per quanto sia un particolare evidente che perpetuerà la propria dirompenza in lungo e in largo all’interno del disco, mentre la chitarra di Olexandr Shirinskiy ogni tanto si permette di divagare, affidandosi alla solistica, accade ad esempio in “Broken World” e “Mystery Of Love”. L’ambientazione per quanto grigia non si annerisce mai più di tanto nei toni, lasciando spazio anche a una forma di romanticismo, probabilmente un po’ troppo melenso, insito nella ballata “Tenderness And Love” e al classicismo di “Per Elisa” di Beethoven (peraltro tirata in ballo più volte in ambito metallico, sicuramente la ricorderete inserita in “Metal Heart” degli Accept) che fuoriesce in “Buried Mourning Hearts”; trovata piacevole, ma non essenziale al fine della riuscita della canzone, un orpello che non fa la differenza.

“Divine Madness” possiede una produzione più che discreta, la copertina e il libretto sono veramente molto ben fatti e l’unico vero problema sembra risiedere nella durata complessiva del disco. Tirare avanti per quasi un’ora e un quarto, mantenendo costantemente alta l’attenzione di coloro che sono all’ascolto, è cosa complicata da gestire, quindi o si produce un capolavoro o s’incappa in un paio, e più, di momenti calanti. Qui siamo di fronte al secondo caso. Purtroppo neanche la lettura dei testi o il cantato possono essere d’aiuto, i primi sono scritti in cirillico e non affiancati da traduzione in inglese, il secondo è interpretato in lingua madre, soluzione che caratterizza un minimo la prestazione, tuttavia sega le gambe a chi, come il sottoscritto, non conosce l’ucraino. Per questo aspetto comunque si può almeno tentare di rimediare girovagando su Internet e sperando che la ricerca dia dei risultati positivi.

I Lethargy musicalmente hanno confezionato un ascolto interessante per gli affezionati al genere, non ci farà saltare dalla sedia, però è una compagnia che il suo perché ce l’ha.

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