LEVITIES – Dead Bouquet

 
Gruppo: Levities
Titolo:  Dead Bouquet
Anno: 2014
Provenienza: Portogallo
Etichetta: Raging Planet / Ethereal Sound Works
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TRACKLIST

  1. Chosen One
  2. Killed On Valentine's
  3. Split Lip
  4. Little Do They Know
  5. Slit My Tongue
  6. Metal Chain
  7. Swing
  8. Let It Burn
  9. No Home
  10. Black Book
  11. Slay
  12. Flag
  13. Fun No Fun
  14. Mound Of Venus
DURATA: 34:37
 

Le due etichette portoghesi Ethereal Sound Works e Raging Planet stanno mantenendo viva la scena rock del loro paese, immettendo sul mercato uscite sempre di qualità ben più che sufficiente. Fra le ultime va segnalata quella dei Levities, quartetto capitanato da Bruno Machado (voce, chitarra e autore sia dei testi che della musica) che prende spunto da tre decadi di musica quali gli anni '70, '80 e '90 per dare vita al proprio debutto "Dead Bouquet".

Le sonorità che si vanno a incrociare all'interno dell'album traggono ispirazione da realtà come The Stooges, Black Flag, Pixies e Nirvana. Tale combinazione non fa altro che generare canzoni brevi e concitate, dallo spirito ribelle e dall'attitudine diretta, che in alcuni casi viene infarcita da striature cromaticamente più scure che potrebbero ricondurre ai The Jesus And Mary Chains.

I pezzi, dall'andamento ritmico perlopiù lineare ma che ben supporta l'esplosione ruvida che spesso li infiamma, si avvalgono dell'utilizzo di discrete linee melodiche e dell'intervento del theremin, mentre espongono le sfaccettature più ruvide del suono nella doppietta iniziale composta da "Chosen One" e " Killed On Valentine's" e nella conclusiva "Mound Of Venus". Le tracce restanti invece sono in possesso di un maggior numero di soluzioni stilistiche, tuttavia evitano l'intrusione di orpelli inutilmente tesi ad allungarne il brodo, andando dritte al sodo; "Let It Burn" e "Black Book" sono due buoni centri in questo senso.

I Levities hanno confezionato una prima prova ricca di adrenalina e decisamente adatta a far sfogare le necessità degli amanti del rock. "Dead Bouquet" è un disco piacevolmente nostalgico, che con tutta probabilità offre il meglio di sé nella trasposizione in sede live, tuttavia anche girando nello stereo riesce a portare a compimento la propria missione con dedizione. Credo che una possibilità gliela si dovrebbe quantomeno concedere, pertanto v'invito ad ascoltarlo.

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