Liber Null - For Whom Is The Night | Aristocrazia Webzine

LIBER NULL – For Whom Is The Night

Gruppo: Liber Null
Titolo: For Whom Is The Night
Anno: 2022
Provenienza: Italia / Paesi Bassi
Etichetta: Immortal Frost Productions
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TRACKLIST

  1. Nocturnal Craft
  2. Hexenblood Vessel
  3. Gandreidh
  4. Mercy As A Blade
  5. To Death’s Light
  6. They Listen In
DURATA: 38:51

I Liber Null sono una di quelle entità circoscritte, frutto di sinergie estemporanee, in cui i musicisti coinvolti possono sfogare i lati che magari in progetti più prolifici e continui non trovano spazio. For Whom Is The Night conferma quest’impressione ancora meglio del suo unico predecessore: quel I, The Serpent uscito nell’ormai lontano 2016 su Osmose, che aveva un carattere più orizzontale e (in)quadrato.

La formazione è sempre la stessa piccola compagine italo-olandese: A.G. alle chitarre e al basso (che dal vivo è maneggiato da D.G.), Lorenzo Sassi alla voce e Gionata Potenti alla batteria. Il nucleo dei Frostmoon Eclipse fa evidentemente la voce grossa, ma questa volta c’è un lavoro di chitarra più complesso a fare la differenza nel black metal tinto di death dei Liber Null.

Già, perché se “Nocturnal Craft” arriva dritta in faccia, la successiva “Hexenblood Vessel” apre a un mondo variegato fatto sì di tremolo picking, ma anche di arpeggi e di tempi da rituale notturno. Tener fede al bel titolo evocativo For Whom Is The Night per questi tre signori è un gioco da ragazzi, lo è perfino quando sconfinano con profitto su terreni più rock come su “Gandreidh”.

Poi, siccome non si molla un cazzo, i Liber Null tornano tranquillamente a menare le mani con “Mercy As A Blade”, che pure di dinamismo ne semina parecchio, registrando un’intesa clamorosa tra la sezione ritmica e le chitarre fittissime di A.G.. Il discorso si fa intricato ma ugualmente maligno nella lunga “To Death’s Light”, che aggiunge venature post-punk a una musica che resta nera, a tratti nerissima.

La pietra tombale i Liber Null la mettono con “They Listen In”, sigillando questo For Whom Is The Night con la stessa tempesta di mazzate con cui lo avevano aperto e lasciandoci con un suggerimento: «Do not talk about the dead / They listen in». Il mio, di suggerimento, è di ascoltare quest’album, non per i nomi coinvolti ma per la qualità che questi nomi hanno saputo infondere in trentotto minuti e spicci di black metal.