LILI REFRAIN – Kawax

 
Gruppo: Lili Refrain
Titolo:  Kawax
Anno: 2013
Provenienza: Italia
Etichetta: Subsound Records
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TRACKLIST

  1. Helel
  2. Kowox
  3. Goya
  4. Tragos
  5. Elephants On The Pillow
  6. Nature Boy
  7. 666 Burns
  8. Echoes
  9. Baptism Of Fire
  10. Sycomore's Flames
DURATA: 48:42
 

Lili Refrain è un'artista romana che porta avanti dal 2007 il proprio progetto solista particolare e sonoramente inclassificabile, dato l'elevato numero d'influenze che ne costituiscono l'ossatura; è infatti complicato descrivere la sue opere, se non definendole come elaborazioni artistiche a 360 gradi. La Nostra non lascia nulla al caso: ogni singolo elemento delle uscite da lei composte è intassellato per far sì che l'ascoltatore, in questo caso dopo approfonditi e perpetuati ascolti, entri il più possibile in connessione con un mondo del quale è dominatrice incontrastata.

Il sottoscritto scrive di "Kawax", il suo terzo lavoro, con un discreto ritardo: è stata una sfida ostica e alquanto gradita quella che ho dovuto affrontare per apprezzarne le molteplici sfaccettature e — pur avendolo avuto all'orecchio molte volte — vi confesso di non averlo ancora compreso del tutto. La proposta riversata nelle dieci tessere ambientali che ne modellano il corpo è ammaliante, ipnotica, disturbata e piacevolmente maledetta. Questo essere costantemente multisfaccettata, in bilico fra regalare una forma piacevole di strisciante seduzione nera e incatenare in maniera eterea, ha fatto sì che in più circostanze durante il corso della sessione nello stereo mi perdessi nei pensieri che la musica stessa mi faceva concepire.

Lili Refrain è capace di sconvolgere con l'uso del loop e dei feedback ricreanti atmosfere ancestrali nei quali il drone impazza, di svelare in modo fluido e acquietante le sue passioni terrene per il rock e il blues, di raccontare il lato primitivo ed elementare del suono, utilizzando anche soltanto delle semplici campanelle che festeggiano nel buio, d'immettere sensazioni metalliche e atmosfere in evoluzione di natura "post" in una storia che — giunta alla conclusione — sembra comunque non avere fine.

La difficoltà non stava quindi nel recuperare il bandolo della matassa, quanto nel ricordarsi dove fosse finito, poiché sono stato completamente rapito dapprima dalle illusioni malefiche inviatemi dalla cantilenante "Helel" e dall'arcaico sentore d'occulto emanato da "Kowox", successivamente dal mantra funebre di "Tragos", dalla follia inquietante di "666 Burns", dall'oceano d'oblio psichedelico di "Echoes" e infine dall'inferno progressivo di "Baptism Of Fire"; per poi capitolare al di sotto del suadente canto che infarcisce "Sycomore's Flames".

Lo avrete capito: il disco mi è piaciuto e anche molto, ancor più nei frangenti in cui l'ho seguito avendo fra le mani il libretto con le rappresentazioni grafiche raffiguranti la "natura", che l'artista argentina Fernanda Veron ha ideato per i singoli brani. Del resto l'opera in questione è stata curata nei suoi vari aspetti, come confermano le sfumature fornite dalle partecipazioni vocali degli Inferno Sci-fi Grind'N'Roll al completo e da Roberto Cippitelli (Jaggernaut) in "Tragos", il supporto dietro le pelli di Valerio Diamanti (Dispo) in "Baptism Of Fire", la presenza del violino di Nicola Manzan (Bologna Violenta) in "Sycomore's Flames" e l'ottima produzione conferita da Valerio Fisk presso gli Hombrelobo Studio di Roma.

"Kawax" è un album evocativo e allucinatorio, affascinante, folcloristico e multiforme come la leggenda orientale legata alla Hyakki Yagyō (la parata notturna dei cento demoni) che nelle notti d'estate attraversa le città del Giappone. Quali demoni incrocerete ascoltandolo? Quali adescheranno la vostra anima? Le risposte le potrete avere esclusivamente dando il permesso a Lili Refrain di compiere il suo rituale in vostra presenza.

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