LILYUM – October’s Call

 
Gruppo: Lilyum
Titolo: October's Call
Anno: 2015
Provenienza: Italia
Etichetta: Naked Lunch Records
Contatti:

Facebook  Reverbnation

 
TRACKLIST

  1. Intro – October's Call
  2. Mother Of Flies
  3. Justice Palace
  4. In Too Blue
  5. Nothing
DURATA: 33:59
 

Nella vita le conferme sono importanti, servono e danno la possibilità di attribuire un valore al lavoro e alle proprie opere, in questo caso di uno specifico artista, realizzate nel tempo. Per quanto riguarda la creatura di Kosmos Reversum, i Lylium, queste per fortuna non sono mancate. Lo avevamo lasciato neanche un anno fa con l'uscita del quinto capitolo di lunga durata "Glorification Of Death", lo ritroviamo ora alle prese con il sesto atto intitolato "October's Call".

La libertà di comporre e suonare secondo ispirazione è sempre stata una delle qualità forti di Reversum e del suo progetto. Tutti gli album sinora rilasciati hanno alcuni punti in comune per ciò che riguarda il suono e l'impostazione, ma al tempo stesso hanno sempre fatto intendere come siano stati influenzati dal momento vissuto in prima persona dal loro ideatore. Quest'ultimo non fa di certo eccezione, esibisce un carattere intenso, combattuto e in grado di sfiancarsi malinconicamente, affidandosi a melodie struggenti e avvilenti ("Justice Palace", il cui animo blue si espone anche tramite la voce pulita) o sprigionando una miscela di astio e decadenza ("In Too Blue") che, figurativamente parlando, potremmo paragonare a un viso la cui espressione muta in una alternanza di sguardi seri e rigorosi con altri che si perdono nell'ammirazione del vuoto, un po' come vi fosse in atto un piacevole conflitto.

"October's Call" è un disco nero nel quale però si riscontra facilmente la benevola interferenza apportata dalle sfaccettature di ottimo grigio. È un'opera che possiede alcuni piccoli difetti, tuttavia potremmo considerarli trascurabili, mentre non è trascurabile il modo in cui al proprio interno si continua ad affermare la paternità targata Kosmos Reversum, grazie alle scelte compiute in ambito compositivo che attingono al repertorio già rilasciato (chiaramente percepibili in "Mother Of Flies") quanto nella sua capacità di imprimere volutamente una nerboruta staticità ("Nothing").

Gli ultimi tasselli che infine completano il quadro sono la produzione aspra e cruda tale da garantire ai pezzi una verace forma primordiale e il confezionamento dell'ennesima prestazione lontana da corruzioni avanguardiste, da derive commerciali e da qualsiasi altra scappatoia che conduca alla più comoda e ampia delle visibilità. A livello vocale invece credo sia impossibile negare quanto l'apporto di Xes (Infernal Angels) sia ormai importante per dare sfogo alla prepotenza depressiva conferita alle canzoni.

Gli anni passano, le pubblicazioni aumentano e qualche cambiamento è stato effettivamente apportato, ma come potrete notare i Lilyum coriacemente rimangono sempre e comunque i Lilyum.

Facebook Comments