LITCHFIELD TOWERS – Pointlessness

 
Gruppo: Litchfield Towers
Titolo: Pointlessness
Anno: 2015
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Before I Disappear
  2. Pity
  3. First-Class Cabin On The Titanic
  4. It Doesn't Matter
  5. We Don't Talk Anymore So I Can Finally Write A Song About You
  6. Soft Concrete
  7. LED Christmas Lights
  8. In Defense Of Pessimism
  9. Spineless And Weak
  10. Pointlessness
DURATA: 50:26
 

Che gli anni Ottanta abbiano segnato profondamente il mondo della musica è un dato certo, se non addirittura ovvio, ne è la prova il fatto che ancora oggi diversi artisti traggano ispirazione in modo più o meno evidente dai vari generi sviluppatisi in quel decennio. Inoltre è curioso notare come — in alcuni casi — siano persone che non hanno nemmeno vissuto quel periodo a interpretare al meglio gli stili che lo hanno caratterizzato. Litchfield Towers, giovane — in tutti i sensi — progetto proveniente dalla Norvegia ma con le proprie radici in Lituania, non nasconde affatto la passione per quella decade sempre più lontana, anzi la sfrutta per debuttare con un disco che riesce a rievocarne il lato più oscuro.

La proposta è sostanzialmente riconducibile al Dream Pop, al Post-Punk e alla New Wave più minimalista, il tutto rielaborato in una versione concettualmente più moderna, giustamente meno legata all'appartenenza a certi movimenti e più orientata alla manipolazione delle loro peculiarità. Ognuno dei vari brani spinge su un versante diverso, mantenendo con gli altri legami sufficientemente forti da non intaccare la coerenza del lavoro. Troviamo infatti le chitarre che caratterizzarono il sound di band quali Bauhaus e Joy Division, presenti in gran parte dell'album ma maggiormente in pezzi quali "Before I Disappear" e "We Don't Talk Anymore So I Can Finally Write A Song About You"; l'uso di sintetizzatori analogici si rivela una scelta interessante, specialmente nei brani più vicini al Synth Pop come "Soft Concrete", "In Defense Of Pessimism" e "Pointlessness". Il fattore elettronico si manifesta anche sotto forma di una batteria fredda e meccanica, che ha comunque il pregio di riuscire ad adattarsi ai vari cambiamenti di stile e di inserirsi senza fatica nelle canzoni.

Arriviamo dunque all'unico vero e proprio problema, ossia la voce. Gli effetti utilizzati rimandano ancora una volta al Post-Punk e al Gothic Rock, perfettamente in linea con la proposta; in diverse fasi, purtroppo, ci si trova di fronte a una prestazione non all'altezza che rischia di abbassare di molto il valore della musica. Ciò non toglie che alcuni momenti siano interessanti: il trittico iniziale mostra ritornelli assolutamente d'effetto, specialmente quello della malinconica "First-Class Cabin On The Titanic" che risulta uno dei punti più alti dell'album.

"Pointlessness" non è un lavoro inattaccabile, per qualcuno i suoi difetti potranno anche risultare fin troppo fastidiosi, ma il potenziale messo in mostra dal progetto è da tenere in considerazione. Prendetelo come una sorta di demo nato dall'incontro tra una realtà emergente degli anni Ottanta e un giovane appassionato dei nostri giorni, con l'amatorialità e l'ingenuità (non intese come elementi negativi) di entrambi i mondi; così facendo, se apprezzate queste sonorità, dovreste riuscire a godervelo senza troppi problemi.

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