Livløst - Symphony Of Flies | Aristocrazia Webzine

LIVLØST – Symphony Of Flies

Gruppo: Livløst
Titolo: Symphony Of Flies
Anno: 2021
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Dusktone
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TRACKLIST

  1. Symphony Of Flies
  2. No Reason
  3. Holy Night
  4. Angelperfume
  5. Red
  6. Hostel
DURATA: 40:53

La copertina del terzo disco dei norvegesi Livløst emana un’aria gelida, di quella che entra nelle ossa. Una tabella di marcia serrata per la misteriosa formazione del Telemark: Symphony Of Flies è il terzo disco in tre anni — dopo Cold Skin e Bråtebu — e il primo per Dusktone. La proposta del duo è un black metal imbastardito con elementi vari ed eventuali, una chimera che esibisce tracce di DSBM, dungeon synth e pure qualcosa di black’n’roll. I Livløst flirtano un po’ con i Lifelover e un po’ con gli Harakiri For The Sky, infarcendo gli oltre quaranta minuti in questione di mid-tempo drittissimi e riff semplici — a volte anche troppo — e generalmente efficaci, con le tastiere che forniscono non tanto una cornice sinfonica, quanto alcuni accenti studiati o atmosfere a fondamenta delle composizioni.

Per descrivere Symphony Of Flies vorrei partire dai suoi momenti migliori, tutti concentrati nella seconda metà di una scaletta molto omogenea in termini di durata dei pezzi. “Angelperfume” ricorda un po’ i Satyricon a cavallo degli anni Duemila nei riff granitici e piacioni; “Red” spinge finalmente un po’ sull’acceleratore e si candida come il momento di punta del lavoro; tutt’altro discorso per la conclusiva “Hostel”, che si fa strada con un feeling sinistro dall’inizio alla fine.

Un disco variegato e ben congegnato, insomma, ma i punti deboli ci sono e si ritrovano perlopiù nell’eccessiva reiterazione di certe sezioni: la title track lascia speranzosi finché non si arriva a circa metà, con un coretto che si trascina stanchissimo per un po’. Stessa cosa vale per “Holy Night”, episodio assolutamente trascurabile in cui le voci pulite nel ritornello risultano stucchevoli e decisamente squilibrate in termini di mix. Oltre a questi elementi specifici, la sensazione è che i Livløst avrebbero potuto fare un po’ di economia sul minutaggio, con pezzi un po’ più corti a favore di una sensazione di maggiore freschezza.

Bocciatura per Symphony Of Flies, quindi? Certamente no, piuttosto una sufficienza bella abbondante: i cultori del black con qualche sprazzo depressive apprezzeranno, ma una buona dose di incisività in più non potrà che giovare al prossimo passo del duo norvegese.