Ljosazabojstwa - Głoryja Śmierci

LJOSAZABOJSTWA – Głoryja Śmierci

Gruppo:Ljosazabojstwa
Titolo:Głoryja Śmierci
Anno:2020
Provenienza:Bielorussia
Etichetta:Godz Ov War Productions
Contatti:Bandcamp
TRACKLIST

  1. Pachawalnyja Śpiewy
  2. Zorka Pałyn
  3. Imia Mnie – Liehijon
  4. Źniščany Boh
  5. Idzi I Hliadzi
DURATA:45:26

Di recente in redazione abbiamo avuto dei problemi nel decidere i dischi da inserire nelle classifiche del 2020. Vi riassumo il discorso: escono troppi album in rapporto al tempo a nostra disposizione. Nonostante l’impegno e la selezione accurata delle uscite potenzialmente interessanti, siamo obbligati a compiere una scelta: accettare di ascoltare ciò che si riesce, tenendo in conto di perdere qualcosa per strada, oppure compiere sforzi titanici per comprimere il numero degli ascolti di ogni singola opera, entrando così in un ciclo di consumo rapido della musica in stile fast-food.

Per fortuna esistono anche album come Głoryja Śmierci, con i quali ti rendi conto già dopo il primo ascolto che non possono essere trattati con superficialità. I Ljosazabojstwa sono una misteriosa band black metal bielorussa, le cui identità dei musicisti sono avvolte nella nebbia, e come tali non sono in grado di capire la nostra esigenza di stare al passo con le ultime uscite musicali. E anche se la capissero, la sdegnerebbero, ne sono certo. Loro scrivono brani lunghi, articolati, rarefatti, impenetrabili, non hanno certo interesse a creare qualcosa di digeribile rapidamente per la stampa di settore. D’altra parte la musica non è un prodotto di consumo e richiede dedizione, quindi mi sono ritrovato a tornare più e più volte sul debutto dei Ljosazabojstwa, per cercare di afferrare cosa avesse da dire. La band bielorussa rappresenta l’ultimo ritrovato nel campo di ricerca della musica diabolica, che cita tra le sue influenze Mystifier, Master’s Hammer e i nostri amati Mortuary Drape. L’album è uscito a giugno dell’anno scorso per l’affidabile Godz Ov War Productions, e si conferma come una crescita dal materiale dei precedenti EP.

Il black metal proposto dal gruppo di Minsk è occulto, straziante, nero e riesce a replicare con naturalezza quelle melodie rarefatte che sanno cogliere l’attenzione dell’ascoltatore sfruttando il fascino dell’impenetrabile. La musica però non si riduce alle atmosfere rituali, che comunque rimangono un punto fermo della proposta di Głoryja Śmierci, e non di rado esonda nel caos primordiale black-death (con elementi anche vicini al thrash), giusto per non farci mancare assolutamente nulla in termini di blasfemia.

Imbastire una scaletta utilizzando solo brani che superano i sette minuti (per inciso: due di questi lambiscono i dieci) è una scelta che può apparire rischiosa, anche perché non sempre le band al debutto possono esibire abbastanza sicurezza compositiva per mettere insieme una prova convincente. Ma non è questo il caso. Il lungo minutaggio dei pezzi appare come una necessità sin dall’iniziale “Pachawalnyja Śpiewy”, e il motivo è relativamente semplice: i Ljosazabojstwa hanno tanto da dire, ma al contempo si rendono conto che lanciare addosso idee disordinate sul malcapitato ascoltatore è una strategia che non paga; di conseguenza non è raro che vengano ripresi determinati passaggi per permetterci di esplorarli con maggiore attenzione. Il focus sulla struttura è uno dei punti di forza di Głoryja Śmierci, e ciò permette al gruppo di riempire le proprie tracce di tanti dettagli. Troverete molti assoli, molto lavoro di arrangiamento, come ad esempio la chiusura di “Zorka Pałyn” con accompagnamento di organo. Questo rende il disco in grado di crescere ascolto dopo ascolto, donandogli una longevità da non sottovalutare.

Per quanto il suono dei Ljosazabojstwa affondi le radici nel metallo nero senza allontanarsi dalla tradizione, ha il valore aggiunto di non risultare banale. Głoryja Śmierci potrebbe fare vanto di non essere un lavoro immediato, o facilmente accessibile, ma contiene al suo interno numerose soluzioni interessanti. Come ho detto in apertura, sono conscio del fatto che le uscite sono tante e che voi lettori non avete tempo per tutto; detto questo, ritengo che sarebbe un peccato perdere di vista la formazione di Minsk. Potrebbe darci ancora tante soddisfazioni.

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