LLYR – 2 Year Of Emptiness | Aristocrazia Webzine

LLYR – 2 Year Of Emptiness

Informazioni
Gruppo: Llyr
Anno: 2010
Etichetta: Leviathan Music
Contatti: http://bandzone.cz/llyr
Autore: Mourning

Tracklist
1. XIII/Captive Of The Stellar Ocean
2. Anger
3. Silence, Emptiness And Confusion
4. Undischarged
5. Broken
6. The Rain Complains
7. Rejected Tribe
8. Birdless Skies
9. I

DURATA: 40:10

LLYR - 2 Year Of Emptiness La voglia e la passione se concentrate verso un obbiettivo unico prima o dopo danno i propri risultati, questo devono aver pensato i cechi Llyr che dal 2003 hanno atteso sino al 2010 per far uscire il loro primo lavoro “2 Year Of Emptiness”.
Il doom/death melodico di cui la band si fa portatrice è maturo, ragionato e seppur la derivazione da act primordi sia evidente, sin da un ascolto iniziale distratto mi accorsi di come avessero una forma canzone alquanto ben congeniata e quanto il lavoro dietro il mixer pur se non perfetto fosse stato curato in modo da rendere giustizia al complesso.
Andando in profondità vengon fuori sia le qualità, sia le piccole pecche, ci si trova fra le mani un album che in certe parti suona quasi svedese per le melanconiche melodie che tirano fuori ed è proprio la vena dolce amara che scava all’interno dei brani, intarsiandoli, una delle doti migliori dei ragazzi.
Già dall’opener “XIII/Captive Of The Stellar Ocean” uno dei pezzi più corposi del disco, vi accorgere come le dinamiche su cui i Llyr si muovono fanno si di creare frequentemente un’alternanza di umore che le cadenze ritmiche interpretano dando più o meno intensità ai momenti scuri o di luce che il sound offre riproponendole anche in colei che le sussegue “Anger”.
“Silence Emptiness And Confusion” è una ballad particolare che per una sorta di atmosfera ancestrale mi ha ricordato molto l’approccio intenso e personale dei Dark Tranquillity del periodo “The Mind’s I” in cui una “Insanity’s Crescendo” seppur più spostata sul versante death come soluzioni lasciava un retrogusto particolare dopo l’ascolto.
Non disdegnano di accelerare i ritmi come avviene in “Undischarged” e “Broken” dove la voce pulita viene usata in modo evocativo e c’è una lontana parvenza ulveriana di prima generazione a far da contorno e “The Rain Complains”, la formazione da comunque il meglio di sè quando può rilasciare senza mezzi termini quell’aura triste e cullante che di riflesso rende le composizioni accattivanti, cosa che si percepisce con buona resa nelle tracce seguenti, basterà ascoltare la fase finale dell’ultima citata e l’accoppiata “Birdless Skies”, quasi rockeggiante in certi momenti e “I” che in brevi passaggi acquisisce tratti Type O Negative e s’avvicina maggiormente ai Katatonia moderni piuttosto che una “Rejected Tribe” incalzante e in parte ricollegabile ai Paradise Lost dell’era “Icon” anche se vocalmente più aspra rispetto ai toni allora usati da Nick Holmes dietro il microfono.
E’ decisamente un buon album “2 Year Of Emptiness”, leggero e piacevole oltre ad essere abbastanza vario da permettere all’orecchio di rimanere vigile e interessato nel seguir i pezzi, il combo ceco ha svolto il proprio compito con le dovute attenzioni, un altro nome da tenere in conto in un mare che si fa sempre più ampio ma non poi così ricco di proposte realmente intriganti.