LOADSTAR – Call From The Outer Space

LOADSTAR – Call From The Outer Space

Informazioni
Gruppo: Loadstar
Anno: 2009
Etichetta: UK Division Records
Autore: Mourning

Tracklist
1. Shotgun Messiah
2. Screen Addiction
3. Midnite (The Time Of The Witch)
4. Voodoo Star
5. Burning Seas
6. Gothic
7. Alien World
8. Sand Tides
9. Time Won’t Forget
10. Revenge
11. Canzone Appassiunata
12. Screen Addiction (acoustic version)

DURATA: 54:58

LOADSTAR - Call From The Outer Space Quando si ha la passione per la musica possono passare svariati e svariati anni ma il bersaglio prima o dopo lo si centra, discorso questo che vale per la formazione partenopea dei Loadstar.
Nati negli anni Ottanta dopo varie vicissitudini la creatura riprende vita solo nel 2005 quando i fondatori Stefano Guercia (chitarra), Massimo Tatafiore (drums) e Alessandro Pacella (basso) si propongono di dare una rispolverata.
Fanno loro compagnia in questa nuova avventura Arnaldo Al Laghi (Voce ex degli Enthropy) e Riccardo Napoli (Chitarre ex Hells’) che completano la line-up di una band pronta a offrirci un’ora di buona musica.
Sì non c’è altro modo di definire una prova come “Calls From The Outer Space”, il disco pur godendo di una produzione moderna e pulita, adatta allo stile di heavy con tratti alle volte più thrash altre più classicamente priestiane, ha una carica degna del periodo d’oro con brani di gran caratura e una buona vena compositiva che ne arricchisce il valore.
Ci troviamo di fronte a canzoni che già dall’opener vivace “Shotgun Messiah” con il suo piglio tipicamente Sabotage ci indicano che se il buongiorno si vede dal mattino qui stiam messi proprio bene.
Conferma ne sono l’accoppiata “Midnite (The Time Of The Witch)”(estratta dal demo degli Hell’s “Breathless Midnite” del 1986, riarrangiata e resa propria dai Loadstar in maniera ineccepibile) e “Vodoo Star”, la prima figlia del sound priest, la seconda devota a riff di matrice thrash di prima ondata, con “Revenge” si mantengono ancora al filone primordiale dell’HM più massiccio.
Difficile del resto tralasciare tracce come “Burning Seas” o “Gothic”, altri piccoli gioielli in cui la velocità e la voce di Arnaldo sono di una qualità superiore rispetto alla norma, certo che “Canzone Appassiunata” uno dei classici della cultura napoletana rifatta in versione heavy è suonata e reinterpretata alla grande ma più di un sorriso divertito non strappa.
Si arriva alla fine di “Calls From The Outer Space” con piacere, “Screen Addiction” acustico delicato posto alla conclusione è la ciliegina sulla torta per una band che si districa agevolmente nelle varie tipologie d’esecuzione che al nostro orecchio vengono riportate.
I Loadstar hanno atteso sì una “vita” per dare alla luce il primo album ma n’è valsa la pena, chi ama alla fine arriva dove vuole in un modo o nell’altro e il tempo per certe cose è signore.
Amanti del metal classico date loro la possibilità di tenervi compagnia con un po’ di sano HM.

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