LOCRIAN – The Crystal World | Aristocrazia Webzine

LOCRIAN – The Crystal World

Informazioni
Gruppo: Locrian
Anno: 2010
Etichetta: Land Of Decay
Contatti: www.myspace.com/thelocrian
Autore: Mourning

Tracklist
1. Triumph Of Elimination
2. At Night’s End
3. The Crystal World
4. Pathogens
5. Obsidian Facades
6. Elevations And Depths

DURATA: 47:43

Non conoscevo il progetto Locrian ma dopo un paio di ascolti me ne sono innamorato, il duo di Chicago formato da André Foisy e Terrance Hannum in questo nuovo lavoro, il cui titolo è tratto dall’opera dello scrittore J. G. Ballard, ha trovato un terzo elemento con cui rafforzare la line up nella figura di Steven Hess (On, Pan American, Ural Humbo) che dilettandosi nel ruolo di percussionista e curatore della parte elettronica svolge egregiamente il proprio compito.
“The Crystal World” contiene sei tracce che potrebbero definirsi una colonna sonora apocalittica, una finestra dimensionale che si alimenta tramite l’angoscia e la desolazione creati dal subire la permanenza in uno spazio infinito ma in cui non si ha possibilità di movimento.
Il drone sound la fa da padrone, sono infatti feedback, synth in sustain sempre più allungati e quel sentore evocativo caro a realtà come i Sun O))) e Pentemple a delinerare il territorio sonoro predominante, anche se la direzione delle chitarre ancora presenti è orientata al vissuto più heavy e classicheggiante in genere trovando il modo di innestare e convogliare in sè una dose di psichedelia fluttuante e progressivo di vecchia data tirando in causa nomi quali King Crimson e l’ambient dei Tangerine Dream in una versione notevolmente più acida e ritualistica.
Difficile scegliere quale sia il brano più interessante di questo lotto di pezzi, l’opener “Triumph Of Elimination” è viscidamente strisciante mostrando il lato più malsano dei Locrian che viene sostituito da un cullante obliarsi nella seconda “At Night’s End”.
Sperimentale e avanguardisticamente retrò si pone “The Crystal World” a cui segue la space addicted “Pathogens”, undici minuti di trip intergalattico e una drammatica e intensa esecuzione affidata all’inquietante “Obsidian Facades”, al suo scream raggelante il cui effetto eco ne accresce la malignità e alle note di pianoforte che si ritagliano un angolo nello scuro panorama formatosi.
Al finire di “The Crystal World” manca un solo brano ma di carne al fuoco ne han messa a disposizione davvero tanta e allora perché non riassumere e nel contempo espandere ancora i propri orizzonti con “Elevations And Depths”? Quello che avrete incontrato lungo il sentiero lastricato di trappole ed emozioni traballanti viene appesantito e per l’ennesima volta è teatrale all’inverosimile grazie all’aggiunta di vocals femminili, acustica e una sezione d’archi che al pari di tasselli appartenenti a un puzzle vanno a prendere il proprio posto in un organigramma sonoro ricco di fascino e contrasto spirituale.
Ogni singolo elemento strumentale è curato nel minimo dettaglio così come del resto è stato fatto un gran lavoro dietro il mixer, la pulizia e l’asetticità del sound in certi frangenti fanno sì che si passi dall’infinito al claustrofobico con una facilità disarmante.
Non c’è limite, non c’è genere di catalogazione in cui essi possano e debbano volutamente rientrare, questa è arte allo stato puro e come tale va presa, se non aveste quindi voglia di andare a fondo nell’esplorazione di un disco come “Crystal World” in tutte le sue minime e importanti sfaccettature probabilmente non è musica che vi si addice, i restanti si mettano comodi e che il viaggio abbia inizio.