LOCUS MORTIS – Inter Uterum Et Loculum MMXI

 
Gruppo: Locus Mortis
Titolo: Inter Uterum Et Loculum MMXI
Anno: 2011
Provenienza: Italia
Etichetta: ATMF
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TRACKLIST

  1. Prologo
  2. Te Sit Perpetua Vita
  3. Sentore Di Morte
  4. La Via Mi Fu Mostrata
  5. Il Sole Sorge Sul Luogo Dei Morti
  6. Immortale Decadenza
  7. 1652 – Nigra Pestilentia
  8. Fiamme
  9. Relitti
DURATA: 47:56
 

Sarò totalmente esplicito e sincero: odio le ri-registrazioni. Ritengo infatti un album musicale, al pari di un dipinto, un'opera che una volta terminata (nel bene e nel male) debba restare fissata esattamente così com'è. Ogni raccolta di canzoni fotografa un istante, quella particolare combinazione dovuta al contesto del momento (musicisti coinvolti, produttore, studio di registrazione, umore, stagione dell'anno, eccetera) è parte integrante del tutto insieme alla musica. Ecco perchè a mio modesto parere non andrebbe mai registrato una seconda volta un disco, a meno di motivazioni eccezionali che qui non discuterò per non allungare eccessivamente l'analisi.

Con "Inter Uterum Et Loculum MMXI" però la situazione è parzialmente diversa dal momento che questo ottimo album dei Locus Mortis risultava praticamente irreperibile: avevo quindi esultato alla notizia di una nuova disponibilità del gioiellino partorito dalla mente di MZ (già impegnato anche con Arcana Coelestia e Urna), non badando in prima istanza alla questione della veste 2011. Ahimè la botta che ricevetti fu così più pesante. La versione originale, che avevo avuto modo di ascoltare ed apprezzare solo grazie alle moderne tecnologie, era marcia, putrida, malata, decadente… pestilenziale in una sola parola! Oggi tutte queste sensazioni sono scomparse così come il puzzo di morte, il suono si è fatto davvero profondo (gran lavoro sui bassi), definito, ricercato (merito del ri-arrangiamento) e il growl prevale sullo scream. Non si può dire che il risultato sia scadente (non siamo ai livelli vergognosi di uno "Stormblast MMV" tanto per dire), la base formata dalle canzoni resta notevole, però a mio parere questa nuova tenuta non si sposa bene come la precedente al concept della band incentrato sull'epidemia causata dal batterio Yersinia Pestis. Si perde così quell'unità di intenti fra testi e note particolarmente riuscita nella versione 2005.

Per questi motivi invito tutti quanti ad un ascolto preventivo per evitare spiacevoli sorprese, credo proprio che l'esito spaccherà in due fazioni contrapposte l'audience. Io personalmente proseguirò la disperata ricerca della versione originale che emana un feeling superiore e black metal fino al midollo pur nelle sue imperfezioni.

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