LOCUST LEAVES – A Subtler Kind Of Light

 
Gruppo: Locust Leaves
Titolo: A Subtler Kind Of Light
Anno: 2017
Provenienza: Grecia
Etichetta: I, Voidhanger Records
Contatti:

non disponibili

 
TRACKLIST

  1. Light (Fos)
  2. Pillar (Vraxos)
  3. Fall (Ptosi)
  4. Flight (Ptisi)
DURATA: 35:27
 

Non nascondo di aver accolto con grande curiosità la notizia dell'uscita del disco di esordio del duo greco Locust Leaves a inizio 2017. Il progetto nacque nel lontano 2003 e da allora ha lavorato in maniera più o meno incessante nell'ombra, concedendoci sostanzialmente solo una piccola finestra nel 2012, grazie alla molto affascinante "Promise", contenuta nello split con la one man band ateniese Spectral Lore.

Dopo aver iniziato a lavorare con il progetto greco summenzionato, l'etichetta italiana I, Voidhanger Records deve aver poi scoperto con grande interesse anche i suoi compagni di split. I due membri — Helm (musica) e Nick K. (voce) — hanno spesso ribadito la propria volontà di mettere l'album in circolazione solo una volta soddisfatti del risultato complessivo raggiunto, senza andare di corsa per via di qualche scadenza. Il lavoro sul disco di debutto ufficiale è durato dal 2013 al 2016 e ha visto, tra le altre cose, la collaborazione proprio di Ayloss (Spectral Lore) alla chitarra solista, Vorskaath (Zemial, Agatus) alla batteria e Gemeinschaft Triste all'ambience dell'atmosferica traccia finale.

Queste le premesse alle spalle di "A Subtler Kind Of Light", che ci dà il benvenuto con una bellissima illustrazione in bianco e nero in copertina e un design estremamente essenziale sul disco. L'intero libretto è a sua volta strutturato come una sorta di fumetto, che vi consiglio di leggere in accompagnamento ai quattro capitoli del disco per una migliore contestualizzazione. I titoli dei brani sono presentati sia in inglese che in greco, seguendo le fasi della narrazione, mentre tutte le illustrazioni sono opera dello stesso Helm.

Arriviamo così alla musica. E che musica! I Locust Leaves ci fanno subito capire di essere intenzionati a provare letteralmente di tutto, tra tempi dispari, lead di chitarra a volte orecchiabili e altre volte molto astrusi, il tutto correlato dall'incredibile voce di Nick K. (che spesso e volentieri mi ha ricordato Mike Patton per la versatilità). C'è sicuramente del black metal, ma questa definizione risulta decisamente stretta per parlare del lavoro del duo greco, che cerca di esplorare gli scenari sonori più disparati (dal thrash al doom e oltre), riuscendo tuttavia a mantenere una forte coerenza sia musicale che concettuale nell'arco di tutti e quattro i brani. Il disco è talmente riuscito e concreto che alla fine i suoi trentacinque minuti possono sembrare troppo pochi, anche se probabilmente una maggiore lunghezza avrebbe potuto inficiare la consistenza generale del concept.

Posso dire che il mio 2017 metallico ha trovato il suo primo vero pezzo grosso nel disco di esordio dei Locust Leaves, arrivato come abbiamo visto dopo parecchi anni di lavoro nell'ombra. Un'aggiunta potenzialmente di grande rilievo per una scena greca in grande fermento, oltre che l'ennesima conferma per I, Voidhanger Records.

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