Loia - Sotto La Mia Pelle | Aristocrazia Webzine

LOIA – Sotto La Mia Pelle

Gruppo: Loia
Titolo: Sotto La Mia Pelle
Anno: 2022
Provenienza: Italia
Etichetta: Italian Extreme Underground
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TRACKLIST

  1. Sotto La Mia Pelle
  2. Loia Of Death
  3. Nessun Problema
  4. Crepuscolo
  5. Caccia All’Ombra
  6. Naufraghi
  7. Famiglia
  8. Nella Mia Testa
  9. I Chiodi Della Tradizione
  10. Voci
  11. Catrame II
  12. Apnea
  13. Streghe
DURATA: 31:45

«L’abominio della quotidianità
Sotto la mia pelle»

Niente di meglio per iniziare l’ennesima giornata di vita che una sana iniezione di crust felicione e preso bene, e chi meglio dei Loia quando si ha voglia un po’ di marciume? Compagni di scorribande dei nostri amatissimi Hate & Merda lungo le vie della Capitale del Male, i toscani hanno recentemente tirato fuori l’ennesima batosta per gli impianti e le orecchie dei vicini, Sotto La Mia Pelle, una di quelle mine da centro sociale da ballare sbracciando sotto palco come un forsennato.

Il quartetto, dietro le cui fila si celano dei tizi per nulla incazzati con la società e il mondo moderno, è cresciuto a pane e marciume e porta avanti una semplice politica, la stessa del mantra messo nero su bianco qualche mese fa dagli stessi Unn 2 e Unn 27. Hardcore imbastardito da alcune movenze black, che si tratti di trovate negli arrangiamenti delle chitarre o di incursioni batteristiche squisitamente estreme: questa è la formula musicale che i Nostri hanno scelto di adottare, la stessa che ripropongono dai tempi del loro disco d’esordio (Nodo Alla Gola, uscito ormai sette anni fa), con la medesima violenza dimostrata dal vivo — una prova, lo split realizzato proprio con gli H&M nel 2015.

Sul piano musicale, dunque, c’è poco da dire e da sviscerare. I Loia picchiano duro e colpiscono senza trattenersi; più semplice di così si muore. Anticipato dal singolo-scheggia “Loia Of Death”, Sotto La Mia Pelle dura appena mezz’ora e spiccioli, eppure armati di tredici tracce, i quattro estremisti fiorentini sono capace di far dimenare anche i sassi. Dall’apripista eponima a “Streghe”, il secondo lavoro sulla lunga distanza del quartetto parla del disagio dei giorni nostri, della rabbia e della frustrazione dell’essere umano moderno, incastrato in un sistema annichilente e circondato da un mare di gioie violente destinate a fini altrettanto violente. «La mia tranquillità, giace in fondo al mare, / si conta nei secondi di apnea, in tutto ciò che mi separa dal tornare a respirare. / Un senso di oppressione mi strozza, / vorrei infilarmi un pugno in bocca, rivoltarmi la gola», urla Andrea nella penultima “Apnea”. Come si fa a non farsi pervadere dalla voglia di distruggere la qualunque per dar sfogo alla frustrazione?

«Per essere me stesso ho venduto la mia anima al buio. / Reietto dell’abisso». E noi, per mantenere una parvenza di sanità mentale, ci sfondiamo il cranio con la musica brutta e ci gustiamo i Loia. Errori: non pervenuti.