LORD OF DOUBTS – Into The Occult

LORD OF DOUBTS – Into The Occult

 
Gruppo: Lord Of Doubts
Titolo: Into The Occult
Anno: 2014
Ristampa: 2015
Provenienza: Russia
Etichetta: LVX MorgenStern
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TRACKLIST

  1. The Magus
  2. Rites Of The Awakening
  3. Invocation I
  4. Into The Occult
  5. Invocation II
  6. The Serpent Prophecy
  7. Invocation III
  8. Luciferian Dawn
DURATA: 01:03:51
 

Il disco discusso nelle seguenti righe virtuali è purtroppo un disco postumo: i Lord Of Doubts, duo russo con alle spalle già un album d'esordio e un ep, si separarono infatti nel 2013; la prima versione di "Into The Occult" uscì in formato cassetta soltanto alla fine del 2014, per poi godere di un processo di ristampa in cd nell'anno attualmente in corso. Alla luce dei fatti, c'è da essere assolutamente felici di tale operazione di sdoganamento, così come c'è da rammaricarsi per lo scioglimento della band.

Chiariamoci: "Into The Occult" è un lavoro traboccante di soluzioni ampiamente conosciute, ma sicuramente anche in questo risiede parte della sua forza. Episodi come "The Serpent Prophecy" o la thelemica "The Magus" esemplificano uno Stoner-Doom lento, funereo e demoniaco che può rappresentare un malsano e inebriante incrocio tra le pulsioni più mefistofeliche degli Electric Wizard, la primordialità di certi Pentagram — quelli a stelle e strisce, ovviamente — e le movenze un po' retrò e psichedeliche dei Witchcraft. Insomma la proposta dei Lord Of Doubts è un compendio di soffocante e allucinogeno esoterismo, evocato tramite atmosfere sinistre, nere e ricolme di una densissima sensazione di inferica ritualità iniziatica.

Particolarmente efficace si dimostra la tenebrosa e circolare ossessività di pezzi come "Rites Of The Awakening", "Into The Occult" e "Luciferian Dawn"  (entro il quale compare inaspettatamente anche il sitar), in cui la voce di Art funge da mezzo per la letterale invocazione di ancestrali forze oscure. Ciò che ne risulta è un enorme potenziale atmosferico che ci trasporta in una dimensione caliginosa, dominata da arcaiche entità funeste.

D'obbligo un accenno sull'aspetto fisico del disco: un digipak che vanta un lavoro grafico ben curato e un po' particolare nella forma che — nonostante l'onestissimo livello di irrinunciabile tamarraggine esoterica — svolge assolutamente bene il suo sporco lavoro.

In conclusione, "Into The Occult" è un'opera davvero di valore, ispirata, profondamente coinvolgente e caldamente consigliata a tutti gli irriducibili amanti del Doom nella sua forma più luciferina. In fondo questo album ha soltanto un unico difetto, ossia l'impossibilità di avere un successore.

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