LORD OF PAGATHORN – Msilihporcen | Aristocrazia Webzine

LORD OF PAGATHORN – Msilihporcen

Informazioni
Gruppo: Lord Of Pagathorn
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/lordofpagathorn
Autore: Mourning

Tracklist
1. Intro: In A Dream
2. Chapter I Pt. 1 “The Asylum Gates”
3. Chapter I Pt. 2 “The Path Leads Astray”
4. Interlude: Descended Pestilence
5. Chapter II Pt. 1 “The Unholy Face Of Fate”
6. Chapter II Pt. 2 “On A Home Soil”
7. Chapter III Pt. 1 “Buried Secrets”
8. Chapter III Pt. 2 “Sinister Sister Inn”
9. Outro: Necropolis

DURATA: 18:22

LORD OF PAGATHORN - Msilihporcen Conoscevo il nome Lord Of Pagathorn solo per il fatto d’averne sentito parlare, una delle tante formazioni scandinave che dopo un solo demo nel 1994 intitolato “The Chaos Spirit Among Us” è praticamente scomparsa.
Sono passati ben sedici anni prima che si riavessero notizie, la line-up dai due soli membri dei nineties è divenuta un trio ed è ora così composta: Corpselord  fondatore della band ricopre il doppio ruolo di cantante e chitarrista, Sedit al basso e Hellwind (Urn, Sacriligious Impalement e ex Uncreation’s Dawn) dietro le pelli.
“Msilihporcen” è quindi una seconda vita per la realtà finnica eppurse sembra proprio che i tre non abbiano la benchè minima intenzioni di distaccarsi dal modo d’intendere lo stile tipico degli anni Novanta.
Sei tracce, diciotto minuti che evidenziano due grandi qualità: la prima è legata a una produzione decisamente ben curata da Mattias Halle ai Drophammer Studios, difficilmente si trovano demo con una resa sonora che impersonifichi il sound definendolo come in questo caso; la seconda riguarda il lato compositivo che, pur non avendo prodotto canzoni “memorabili”, ha tirato fuori un lotto di episodi che si è rivelato monolitico, robusto, una bella mazzata insomma.
La canzone più interessante è “Chapter III”, una combinazione ben congeniata di melodie e impatto, l’atmosfera grigia pressante che avvolge i brani si amplifica quando interviene l’uso dell’acustica risultando in alcuni passaggi totalmente istintiva come un lupo libero di muoversi nelle foreste.
Il feeling del riffing e il suono ricordano il come-back dei connazionali Beherit, “Engram”, quello però al qui presente piacque davvero poco, ho trovato molto più piacevole il modo di tenere l’ascoltatore agganciato ai pezzi grazie a un mood uniforme che come un unico nastro trasportatore conduce nella direzione che i Lord Of Pagathorn hanno stabilito e soprattutto una voce, quella di Corpselord, che pur essendo maligna e screammata come si deve è alquanto intellegibile al contrario del latrato di Nuclear Holocausto Vengeance, inascoltabile.
I Lord Of Pagathorn sono rientrati sulla scena con un lavoro di valore, “Msilihporcen” è ciò che un amante del black, soprattutto del filone finnico, dovrebbe far proprio, la pausa non ha arrestato la loro furia, troveranno adesso un contratto?
E’ una domanda da un milione di dollari a cui non ho risposta, vi consiglio pertanto di contattare la band per accaparrarvi la tape (sempre che ne siano rimaste dato che sono state prodotte appena 100 copie numerate a mano) o la versione cd-r del demo.