LORD OF THE GRAVE – Green Vapour

LORD OF THE GRAVE – Green Vapour

Informazioni
Gruppo: Lord Of The Grave
Titolo: Green Vapour
Anno: 2012
Provenienza: Svizzera
Etichetta: The Church Within Records
Contatti: facebook.com/pages/Lord-of-the-Grave/129376443848548
Autore: Mourning

Tracklist
1. Raping Zombies
2. Green Vapour
3. Horsepuncher
4. Mountain Rites
5. 00/15

DURATA: 43:57

Chi segue Aristocrazia da tempo sa ormai quanto il sottoscritto ami immergersi nelle atmosfere sabbathiane, i nomi da citare in tal senso sono talmente numerosi che ci si perde al solo pensiero. A questo proposito, i Lord Of The Grave non erano ancora contemplati in questa già di per sé lunga lista ed è quindi doveroso colmare tale lacuna.
Il duo svizzero composto da Rob Grave (chitarra e voce) e Sam Wart (batteria) ha rilasciato il debutto “Raunacht” nel 2009, si è esibito dal vivo a supporto di realtà ben più quotate quali Revelation, Lord Vicar e Mirror Of Deception, poi sul finire del 2012 ci ha dato l’occasione di poter ascoltare il nuovo lavoro “Green Vapour”, nel quale sono racchiusi cinque brani di elementare, funereo, fuzzy, serpeggiante e bluesy stoner/doom.
Il disco è un monolite nero che avanza con un incedere volutamente mai troppo “sostenuto”, termine che visto il genere è comunque da prendere con le molle, infatti le redini della situazione sono tenute saldamente in mano da un processo ipnotico costante. La sei corde di Rob si diletta nell’aprirsi spazi in chiave solistica infettiva e dannatamente retrò, tanto che Black Sabbath ed Electric Wizard si fondono in una versione minimale ed essenziale, come a rappresentare un destino sinistro che non offre nessuna via d’uscita.
Questo processo lo si nota con la traccia posta in apertura,
“Raping Zombies” evidenzia anche la mostruosità e la perversione del sound, ed è rincarato con i pezzi successivi quali la titletrack e “Mountain Rites”.
Visto così sembrerebbe tutto molto bello, in effetti per i malati e ossessionati del genere, come me del resto, non credo vi sia alcuna difficoltà a entrare in sintonia e godere appieno di una uscita come “Green Vapour”; d’altro canto non posso negare però che l’omogeneità massiccia e devastante che lo rende così affascinante potrebbe divenire al tempo stesso un ostacolo.
La noia difatti si nasconde lì dietro l’angolo e alle volte
potrebbe non stentare nell’intromettersi durante la sessione d’ascolto, l’umore adatto e la voglia di approcciarsi sul momento a un disco simile sono qualità fondamentali.
In poche parole, per tutti coloro che una volta intrapreso il viaggio in territorio doom, tanto alcolico quanto mortifero, dimenticano lo scorrere del tempo, lasciando che siano le note a decidere dove e come guardare il mondo che sta attorno, i Lord Of The Grave e “Green Vapour” saranno una compagnia gradita e della quale cibarsi ripetutamente, è quindi a loro che rivolgo il mio suggerimento d’acquisto.

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