LORD VOLTURE – Never Cry Wolf

LORD VOLTURE – Never Cry Wolf

Informazioni
Gruppo: Lord Volture
Titolo: Never Cry Wolf
Anno: 2011
Provenienza: Olanda
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: myspace.com/lordvolture
Autore: Mourning

Tracklist
1. Never Cry Wolf
2. Taiga
3. Wendigo
4. Celestial Bodies Fall
5. Korgon’s Descent
6. Minutes To Madness
7. Necro Nation
8. I Am King
9. Into The Lair Of A Lion
10. Brother
11. The Wolf At Your Door

DURATA: 01:07:45

Secondo disco per gli olandesi Lord Volture e i progressi s’iniziano a intravedere, se già col debutto “Beast Of Thunder” si erano parzialmente notate delle buonissime doti compositive ed esecutive, con “Never Cry Wolf” il metal di stampo US power a tinte thrash (Jag Panzer, Vicious Rumors, Helstar) con riferimenti innegabili ai grandi d’Inghilterra, vedasi Judas Priest e qualcosa del Blaze Bayley da solista, ha trovato una propria quadratura, è spigoloso, roccioso ma anche melodico e trascinante.
La band giostra (per quanto possibile) le proprie risorse, “Taiga” prepotentemente epica nel suo incedere fa segnalare qualche scricchiolio dietro al microfono, David Marcelis è un buon cantante ma soffre nei cambi di nota e quando si sale, le vette sono complicate da raggiungere e la conferma di questo “limite” naturale avviene in maniera spontanea nel momento in cui è messo a confronto con la forza e prestanza del cantato del guest Sean Peck in “Into The Lair Of A Lion”, il singer dei Cage è uno dei figli mancati del signor Halford e si sente.
Per quanto concerne le altre tracce, è evidente che la lunga durata, ben al di sopra dei sei minuti in più di una circostanza, porti con sè anche una sorta di ripetitività che con i dovuti “tagli” si sarebbe evitata, tant’è che uno degli episodi più interessanti è “Wendigo”, proprio uno dei brani più brevi e compatti del platter.
Sono azzeccate le varianti thrashy in “Korgon’s Descent” che con quel principio di dissonanza che pervade “Necro Nation” chiariscono come la band sappia condire la prova, la dedizione e la passione trasmesse nelle canzoni giocano a loro favore e sul finire riescono pure a infilare l’episodio acustico “Brother” e un pezzo possente, “The Wolf At Your Door”, che concludono “Never Cry Wolf” con un bel crescendo.
Se non fosse per le due pecche citate in antecedenza non ci sarebbe praticamente nulla da obiettare a un disco che anche dal punto di vista della produzione, curata ancora una volta dal duo composto da Yuma Van Eekelen (Pestilence e Brutus) e Bart Hennephof (Textures e Brutus), è valido, non dimenticandoci che si parla sempre e comunque dell’ennesima autoproduzione che meriterebbe di possedere un adeguato supporto da parte di una label di buon livello.
Sono più i pregi che i difetti quindi, “Never Cry Wolf” avrebbe forse potuto dare di più, un altro piccolo passo in avanti è comunque stato fatto, che con il terzo i Lord Volture completino la fase di passaggio? Per ora godeteveli con questo, in futuro di sicuro ne riparleremo.

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