LORDS OF BASTARD – Cuddles

LORDS OF BASTARD – Cuddles

Informazioni
Gruppo: Lords Of Bastard
Titolo: Cuddles
Anno: 2012
Provenienza: Scozia
Etichetta: Bang Mountain Records
Contatti: facebook.com/lordsareloud
Autore: Mourning

Tracklist
1. Ghost Time
2. Bloody Hell
3. Fourth Dimensional Hand Gesture (John)
4. I’m In My Walls
5. Harder than Cars
6. Eggs Any Style
7. Fsssshhewwww
8. Lord Have Murphy
9. Squirrel Mirror

DURATA: 43:02

Avete avuto modo di ascoltare il debutto omonimo degli scozzesi Lords Of Bastard? No? Fatelo. Sì? Allora se ancora non aveste incrociato il secondo capitolo “Cuddles”, non perdete tempo e gettatevi alla ricerca. Coccole? Sì, ma particolari.

Il quartetto di Edinburgo è più stravagante e dal gusto horror rispetto al debutto, il suono già ibrido — che alternava sludge e stoner/doom a varianti rock multisfaccettate — si è arricchito ulteriormente grazie all’apporto freak dell’elemento pianistico, un Fender Rhodes che rende maggiormente destabilizzante l’approccio stravagante offerto dai pezzi. Intendiamoci, non è che guardando la copertina dell’album ci si possa attendere una prova stile “tarallucci e vino”, anzi quella semplice raffigurazione sa tanto di “deviato” e tale sensazione si riflette pienamente all’interno di una composizione che si è affinata. Difatti è palese che la forma canzone sia adesso più matura, il riffing carnevalesco e disturbato, inquietante e colmo di atteggiamenti torbidi che hanno la capacità di instaurare un rapporto emotivo instabile col disco, tant’è che si può esserne rapiti sin da subito, proprio attraversando le tracce e facendosi cogliere dalla vena malefica che le percorre, o in alternativa attendere di saggiarne il valore col passare del tempo. In entrambi i casi l’effetto da viaggio nell’oscurità con mille porte mentali che si spalancano improvvisamente, o se preferite uno stato metanfetaminico in pieno corso, non verrà meno.

Nel complesso probabilmente noterete una minor pesantezza, sembra che abbiano voluto favorire l’espressività congeniale all’area rockeggiante e questo ha dato loro la possibilità di fornire alla prestazione un livello di acidità altissimo, così che mi viene realmente difficile consigliare l’ascolto di un brano piuttosto che un altro. Inoltre c’è da aggiungere l’ennesimo tassello positivo legato alla cura del sound ottenuta tramite una produzione finalmente di spessore. C’è una chiara resa dei suoni e ogni strumento ha la sua posizione nello spazio, generando una dimensione piena e totalmente vivibile di ciò che è “Cuddles”, quello che purtroppo mancava al disco omonimo, che peccava tra le varie (piccole) cose proprio per il suo essere estremamente ruvido e secco sotto questo punto di vista.

Cosa rimane quindi da fare? Acquistare una copia di quest’album e sollazzarsi con la sua imprevedibilità abrasiva, con le sue melodie schizzate e le pulsioni ibride che nutrono la natura multiforme di “Cuddles”, caratterizzata da una forma di caos pienamente controllato. Non prendete sottogamba i Lords Of Bastard, è uno scontro impegnativo che vi attende, ma alla fine avrà come strascico soltanto soddisfazioni. Accettate la sfida?

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