LORN – Subconscious Metamorphosis

 
Gruppo: Lorn
Titolo: Subconscious Metamorphosis
Anno: 2013
Provenienza: Italia
Etichetta: I, Voidhanger Records
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TRACKLIST

  1. Definitive Conjunction
  2. Strident Orbits
  3. Sidereal Synapsis
  4. Fragmented Souls
  5. Aeon Fears – Pt. I
  6. Aeon Fears – Pt. II
  7. Aeon Fears – Pt. III (Cleaving The Diaphragm)
  8. Primera Alma
  9. XXI
DURATA: 60:18
 

Riecco, dopo sette anni e un paio di split, gli altoatesini Lorn. Dopo l'inserimento tra le fila dei Battle Dagorath nelle vesti di batterista, Radok è tornato dunque a concentrarsi sulla stesura di materiale per la sua band principale, dove ricopre il ruolo di chitarrista, tastierista e cantante.

Come in passato, il suono dei Nostri è estremamente asciutto e improntato alla strumentalità, tanto che il grosso dei brani è del tutto privo di registrazioni vocali; rispetto a quanto sentito sull'ormai lontano "Towards The Abyss Of Disease", tuttavia, le differenze sono affatto irrilevanti. Su tutto balza all'occhio come Radok in sede compositiva non conosca il dono della sintesi: nove brani per un'ora piena di registrazioni sono una quantità di materiale notevole, specialmente considerando che il black metal dei Lorn non è per nulla legato al canonico formato canzone. La musica del trio dolomitico, infatti, è oggi influenzata da pesanti correnti industriali lungo l'intero l'arco del lavoro, né disdegna puntate più vicine al (dark) ambient tutto effetti e tastiere ("Aeon Fears Pt. II", ma soprattutto la conclusiva "XXI").

Se paragonato al precedente album, "Subconscious Metamorphosis" risulta molto più tagliente, graffiante e pieno di inserti ed effetti elettronici atti a donare al lavoro un'atmosfera spaziale, come se il gruppo si fosse ormai allontanato da quelle "Ancient Dolomitic Forests" dove aveva preso dimora in passato, per abbracciare una dimensione più cosmica e siderale. A riprova di ciò, sono gli stessi titoli dei brani a dimostrare una semantica del tutto diversa: da "Trolls. Hordes. Axes." ci troviamo oggi davanti a "Strident Orbits" e "Sidereal Synapsis". Un cambiamento tutt'altro che superficiale, anzi forse è proprio questa la metamorfosi di cui parla il titolo dell'album.

Nonostante la lunghezza forse esagerata, "Subconscious Metamorphosis" è una declinazione industriale del black metal nel senso più puro del termine, un viaggio claustrofobico nel nero del cosmo che trascina l'ascoltatore tra gelidi riff ed effetti stranianti. Un disco che va approcciato con la coscienza di stare per affrontare un vero e proprio monolite sonoro.

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