LOSS – Despond

LOSS – Despond

 
Gruppo: Loss
Titolo: Despond
Anno: 2011
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Profound Lore Records
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TRACKLIST

  1. Weathering The Blight
  2. Open Veins To A Curtain Closed
  3. Cut Up, Depressed And Alone
  4. Deprived Of The Void
  5. An Ill Body Seats My Sinking Sight
  6. Despond
  7. Shallow Pulse
  8. Conceptual Funeralism Unto The Final Act (Of Being)
  9. Silent And Completely Overcome
  10. The Irreparable Act
DURATA: 01:06:51
 

I Loss sono un gruppo proveniente dal placido Tennessee che, dopo un paio di demo e split (tra cui uno con i Necros Christos), arriva al traguardo del primo album intitolato "Despond". Il quartetto statunitense ci culla ruvidamente con il suo Funeral Doom ispirato dai grandi del genere come Evoken ed Esoteric, seppure sia notevole la dose di personalità insita in questo disco.

Risultano infatti interessanti alcune soluzioni come gli intermezzi acustici dai lontani rimandi spagnoleggianti presenti in "Open Veins To A Curtain Closed", i quali donano brevi momenti di luce all'interno di pachidermiche strutture altrimenti immerse nell'opprimente oscurità dell'oblio e della rassegnazione più cupa e totale. Uno dei punti di forza di "Despond" è proprio l'uso della melodia in pezzi come la splendida "Cut Up, Depressed And Alone", "An Ill Body Seats My Sinking Sight" e la solenne e sacrale "Conceptual Funeralism Unto The Final Act (Of Being)"; la suddetta melodia è del tutto volta ad avvolgere sull'ascoltatore una cappa di malinconica disperazione, obbiettivo raggiunto grazie ai semplici eppure vincenti e quasi drammatici intrecci chitarristici, i quali vengono sapientemente articolati in modo da non risultare melensi ma diluire in maniera più sopportabile il carico di sofferenza trasmesso. Un po' differente è invece "Silent And Completely Overcome" che si avvale per qualche minuto di voci pulite e notevoli variazioni ritmiche, una formula estrapolata dal movimento britannico guidato dai primi Anathema e My Dying Bride, tutto sommato un inserimento non sbagliato in scaletta. Decisamente più funeree, catacombali e prive di speranza alcuna sono "Shallow Pulse" e la conclusiva "The Irreparable Act", collocate in una dimensione atemporale in cui regnano l'oscurità e la miserevole negatività dell'esistenza.

Come già accennato, i fraseggi tra le sei corde di Timothei Lewis e Mike Meacham sono uno dei perni dell'album, sorretti da un lavoro di batteria ultra-rallentato, ma con ottima funzione ritmica, di Jay LeMaire. Ottimo anche il growl, sempre a opera di Meacham, impostato su una tonalità molto bassa e greve, come da buona tradizione Funeral.

Indicazioni particolari? Non ce ne sono, se non il fatto che "Despond", per quanto lievemente alleggerito dalla melodia, rimane comunque un disco Funeral Doom e quindi rivolto a una ben precisa cerchia di ascoltatori. Ovviamente per chiunque non sia un fruitore di tali sonorità un disco simile sarebbe poco più di un pastone indigesto e noioso. Per chi invece è un appassionato del genere c'è ben poco altro da dire: ascoltate "Despond" e non ne rimarrete delusi, credetemi.

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