Lost In Desolation - Mourning II

LOST IN DESOLATION – Mourning II

Gruppo:Lost In Desolation
Titolo:Mourning II
Anno:2017
Provenienza:Australia
Etichetta:Talheim Records
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TRACKLIST

  1. Aurora (My Downcast Soul)
  2. Withering Loss
  3. She Falls And Dreams Alone
  4. Grief, My Falling Rain
  5. With The Stars I Fade
DURATA:59:39

Nel momento in cui ho stretto per la prima volta tra le mani Mourning II non avevo idea di chi fossero i Lost In Desolation, ma tempo un paio di click e mi è stato subito tutto molto più chiaro. Dietro il progetto australiano si celano nient’altri che Josh Gee e Josh Young, due figure discretamente note da queste parti, sia per la produzione degli Atra Vetosus di cui entrambi fanno parte, sia per quella degli Astral Winter del solo Young. Chiarito ciò, è già possibile immaginare la qualità del secondo album del duo, pubblicato nel 2017 dall’austriaca Talheim Records.

Il successore di Mourning I (Talheim Records, 2014) non prende eccessivamente le distanze dal suo predecessore, anzi sceglie di continuare a battere lo stesso percorso tracciato tre anni prima con rinnovata voglia di — non — vivere. Perché i Lost In Desolation, che già ci erano riusciti con il loro debutto, sanno arrivare dritti al cuore della malinconia e della disperazione, rubandone l’essenza per rielaborarla nei loro brani, veri e propri distillati di depressive-atmospheric black metal. A differenza della loro prima fatica, però, che vedeva la partecipazione di Sam Dishington (Départe e Separatist, tra gli altri) sull’apripista “Memory” e l’onnipresente Tim Yatras (che qui ricordiamo per il suo lavoro con Autumn’s Dawn, Germ e Austere) sulla successiva “Winter (Sorrow)”, Gee e Young stavolta sono stati affiancati da un solo ospite, il loro conterraneo Felix Lane dei Myridian, che ha aggiunto la sua voce a quella del duo su “Withering Loss”, “She Falls And Dreams Alone” e sulla conclusiva “With The Stars I Fade”; per il resto, è tutta farina del sacco di questi due australiani.

Ad aprire le danze ci pensa la monumentale “Aurora (My Downcast Soul)” che, con i suoi sedici minuti di durata, ci introduce subito nel sublime mondo dei Lost In Desolation, un piano esistenziale non completamente dominato dall’oscurità, ma anzi illuminato dalle prime luci del giorno che filtrano attraverso delle pesanti nubi, esattamente come i panorami boschivi ritratti su tutte le facciate del digipak di Mourning II. I due Josh costruiscono nel giro di un’ora una serie di sfumatissimi ritratti naturalistici che riflettono la pesantezza delle emozioni descritte dal comparto lirico dei cinque brani in scaletta: il bilanciamento tra i passaggi in mid-tempo, le arie romantiche costruite dalle tastiere e i blast beat ferali è più che accurato (“She Falls And Sleeps Alone”); gli approcci al canto sono tutti canonici, per il genere a cavallo tra atmospheric e depressive di cui i Lost In Desolation sono fautori, ma non per questo risultano essere meno d’effetto. L’unico neo rilevabile potrebbe essere riscontrato nel mix generale che sembrerebbe favorire le soluzioni tastieristiche al riffing delle sei corde, però il prodotto finale risulta tutt’altro che sbilanciato o spiacevole all’orecchio.

Quanto concerne il gusto lirico del duo della Tasmania, secondo me, è facilmente comprensibile attraverso la lettura della seconda parte del testo di “Grief, My Falling Rain”. Non ci troviamo davanti a un gusto finto-raffinato né abbiamo sotto gli occhi i testi di un presuntuoso scribacchino che tenta l’approccio studiato; a modo suo, la poetica dei Lost In Desolation è umana, semplice e diretta come quella dei connazionali Austere (ai quali sono debitori anche dal punto di vista strumentale).

«And the tears of sorrow fall like rain
We all feel such pain
All who are under the sun
The curse of mortality
Our blessing of grief
Without it we are nothing
With it we are unique
As we taste our own decay»

Per chi scrive, Mourning II è stata una gran bella scoperta — sempre nella misura in cui un disco strappalacrime possa essere considerato una bella scoperta — e sono certo che qualunque appassionato della scena depressive black australiana così come di quella atmosferica centro-europea non faticherà ad apprezzare il secondo disco di questo duo. I Lost In Desolation non saranno bombastici quanto gli Harakiri For The Sky o strazianti come gli Austere, ma nel loro essere così sognanti sono stati capaci di regalare altrettante emozioni. Nell’attesa di un Mourning III, a questo punto «vi porgo i miei saluti mentre mi arrendo al richiamo della morte».

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