LOVIJATAR – Pimeän Tuoja

 
Gruppo: Lovijatar
Titolo:  Pimeän Tuoja
Anno: 2013
Provenienza:   Finlandia
Etichetta: Secret Entertainment
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. Vainovalkea
  2. Kadotettu
  3. Puujumala
  4. Uhrilehto
  5. Kulje Kuu Pala Päivä
  6. Kun Usva Peittää Minut Saleihinsa
  7. Lievo
  8. Syntyi Lovijatar
  9. Louhen Lahjat
  10. Kolmisormi
  11. Tuonen Musta Joki
DURATA: 38:58
 

Stoner rock: amplificazione in chiave psichedelica e "stupefacente" del riff scuro e massiccio di sabbathiana discendenza, ramificazione del rock-metal dalle sonorità piene e calde generate, almeno in principio, tra le sabbie della California. "Itkuvirsi", ovvero lamentazione in lingua finlandese, forma di poesia e canzone comune anche ad altre culture europee caratterizzata da toni funerei e pianti, giunta sino a noi attraverso le registrazioni dei cantori tradizionali effettuate agli inizi del Novecento. Par improbabile, eppure il primo album dei Lovijatar, "Pimeän Touja", riesce a far coesistere all'interno dello stesso brano due culture musicali così distanti a livello geografico e temporale. Il singolare crogiolo sonoro ottenuto è decisamente eccitante. Il caldo sfrigolare delle valvole degli amplificatori elettrifica gelide note che potrebbero venir pizzicate sulla kantele del mitico cantore Väinämöinen all'alba dei tempi. Le propensioni stoner, seppur quasi interamente prosciugate dalle proprie deformazioni psichedeliche, si vestono di folklore nordico e raccontano l'epica del poema nazionale finnico Kalevala.

La finezza grafica della copertina di "Pimeän Tuoja", che ritrae attraverso uno scatto fotografico sapientemente elaborato una panica figura femminile (probabilmente la figlia del dio della morte, Tuoni), è la stessa che aveva già catturato la mia attenzione sul primo ep dei Lovijatar qualche mese fa, tra il marasma di Bandcamp. Gli accenti folk erano allora appena accennati e il carattere dei pezzi, poi tutti riproposti sul nuovo album, era più grezzo e impetuoso, ma già si intravedeva la precisa peculiarità del progetto. Ora, alla luce della decisa messa a fuoco sonora e concettuale udibile a pochi mesi di distanza sul nuovo album, disponibile su etichetta Secret Entertainment, le qualità dello stoner-folk proposto dalla band risultano innegabili.

Come i connazionali Amorphis fecero tanti anni or sono, i Lovijatar incorporano le strutture e le metriche dei canti tradizionali all'interno della costruzione rock-metal del brano stesso. Senza cedere alle tentazioni "folk" posticce e orchestrali comuni a gran parte del folk metal contemporaneo, la band sceglie dunque di affidare la potenza evocativa e antica del proprio suono unicamente alla compattezza del classico assetto di guerra hard rock con doppia chitarra. Sono le note elettriche stesse a farsi voce della melodia atavica, quella vera, grazie a uno studio preciso e ponderato delle sonorità autoctone della Carelia che si concretizza negli accordi suggestivi di autentiche gemme come "Uhriletho" o "Kun Usva Peittää Minut Saleihinsa", dove percussioni felpate e arpeggi di cristallo imbevuti nelle sorgenti dei Mille Laghi sono pronti a esplodere nelle potenti rifrazioni dei riff di scuola anni Settanta. Anche la voce virile del cantante Tommi Vaitinen (compositore del gruppo, assieme al chitarrista Russi Jautio, proveniente niente meno che dai defunti Battlelore) si destreggia in modo del tutto naturale tra belluino assalto metal e sommessa modulazione folk. Quando poi l'ancestrale magia del folk si mette in disparte, risalta comunque la maestria della formazione nella costruzione di brani hard rock granitici, ricchi di cambi tempo al confine col progressive come in "Puujumala", oppure tesi sino a lambire la pura aggressività heavy metal in "Kolmisormi".

Le liriche pertinentemente intonate nella lingua natia aggiungono ulteriore fascino esotico alla narrazione e, grazie alla tavolozza di suoni variegata e mai pasticciata utilizzata per incidere "Pimeän Tuoja", non è davvero necessario conoscere il finlandese per udire l'agitarsi acque scure del fiume Tuonela o lasciarsi ammaliare dai perfidi incantesimi di Louhi, la Signora del Nord.

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