Lunar Chalice - Transcendentia: The Shadow Pilgrimage | Aristocrazia Webzine

LUNAR CHALICE – Transcendentia: The Shadow Pilgrimage

Gruppo: Lunar Chalice
Titolo: Transcendentia: The Shadow Pilgrimage
Anno: 2022
Provenienza: Germania
Etichetta: Iron Bonehead Productions
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TRACKLIST

  1. The Accusation
  2. Calix Cum Velum
  3. Immortuae
  4. Descending Shadows
  5. The Saturn Rite
  6. The Astral Stargate
  7. Flagellationis Diaboli
  8. Nocturnalia
DURATA: 41:03

La scena black metal tedesca, pur restando di nicchia rispetto ad altre sicuramente più inflazionate (a eccezione di Bethlehem, Ruins Of Beverast e pochi altri), regala sempre ottime sorprese e a volte anche gruppi particolarmente originali e dal concept inedito, come i Nawaharjan (di cui abbiamo parlato due anni fa). Ecco allora che, per rispettare la tradizione, tre loschi individui, già attivi in altre realtà locali (Mysteria Mystica Aeterna, Malefica e Sacrilegious Rite), uniscono le forze dando vita ai Lunar Chalice, e le concentrano sul loro primo album dal titolo Transcendentia: The Shadow Pilgrimage.

Dopo due demo e un EP, infatti, i Nostri firmano con la conterranea Iron Bonehead Productions e ci regalano un’opera più complessa e corposa delle precedenti: l’album si apre con un’intro decisamente cinematografica, tra suoni di pioggia, nitriti di cavalli e preghiere di un’invasata, per poi continuare con sette tracce (tra cui un interludio) dall’atmosfera misteriosa, tra litanie e riff in tremolo picking. L’aspetto ritualistico di cui è pregno l’intero disco si concretizza in brani piuttosto lunghi e ripetitivi, il cui scopo sembra quasi quello di ipnotizzare l’ascoltatore, con qualche rimando a gruppi come i Batushka, per l’aspetto liturgico, e Deathspell Omega per il modo in cui le sezioni si susseguono e si incatenano, in un incedere maestoso e inesorabile.

L’atmosfera maligna e al contempo imponente che pervade Transcendentia: The Shadow Pilgrimage è costruita, oltre che sulle composizioni apparentemente semplici e ipnotiche, sui suoni particolarmente definiti e puliti, specie quelli delle chitarre sulle quali è stata applicata una notevole compressione per renderle uniformi e compatte, mentre il riverbero aggiunto alle voci è piuttosto contenuto per gli standard del genere, facendo risultare chiare e forti le blasfemie pronunciate lungo l’intero disco, i cui testi per l’appunto trattano di satanismo e stregoneria.

Il primo album dei Lunar Chalice colpisce immediatamente l’ascoltatore per chiarezza di intenti e coerenza nella forma: le composizioni sono funzionali al messaggio e all’atmosfera trasmessi, senza troppi fronzoli né brani deboli. L’attenzione resta infatti costante lungo l’intera scaletta, grazie anche a una certa dinamica nei pezzi che passano da momenti furiosi a sezioni più cadenzate, senza mai strafare. Un’ennesima piacevole scoperta proveniente da una scena che, pur preferendo restare nell’ombra, è più viva che mai.